
































E poi ci sono quelle coppie che ti mettono serenità. Che a vederli così spettacolari non riesci ad essere invidioso, sei solo contento e speri che siano davvero così.
Con Gian Matteo e Valeria ci incontriamo una domenica mattina. Piove a dirotto mentre li aspetto in macchina senza uno straccio di ombrello. Quattro ore prima ero ancora a un matrimonio a 70km di distanza.
Le premesse non sono il massimo e invece la mezza giornata che trascorriamo insieme passa via che è un piacere parlando di fotografia e del gran giorno, chiacchierando e facendo due passi.
Io dico sempre che la fotogenia non esiste. Si tratta solo di essere a proprio agio davanti all’obiettivo. Se erano a loro agio non lo so però dite voi:














Per tutti quelli che sono convinti che serva una location fantasmagorica per fare foto meravigliose: alla ricerca di un posto dove scattare, alla fine abbiamo scattato dove capitava, in giro per la città, nell’androne di un palazzo, davanti al muro di una casa in mattoni, in un parcheggio.
Serve una coppia fantasmagorica, quello si.
Magari un fotografo non ectoplasmatico come me.





Belle mi sono proprio piaciute…
L’intensità della luce varia con l’inverso del quadrato della distanza dalla sorgente luminosa. Detto così sembra quanto di più noioso ed inutile, a livello dell’ultima stagione di Gray’s Anatomy. Se però provi a proseguire nella lettura, potresti non essere così dispiaciuto di aver disdetto Sky. In realtà l’importanza di sapere quali implicazione pratiche comporta, aumenta in ordine di importanza se:
Allora provo a dirlo prima in termini comprensibili a uno che ha fatto l’ITIS come me: L’intensità luminosa diminuisce allontanandosi dalla sorgente luminosa.
E fino a qui, ci arrivano tutti.
Andiamo oltre.
Se sei molto vicino a una sorgente luminosa, anche se ti allontani poco, l’intensità della luce che ti colpisce cala molto rapidamente.
Se sei più distante invece, e ti allontani della stessa distanza di quando eri vicino, l’intensità luminosa cala di poco o comunque di meno.
In sostanza, la maniera in cui l’intensità luminosa varia non è lineare (viaggia appunto con l’inverso del quadrato della distanza. In termini un po’ più matematici (ma solo un PO’ più) raddoppiando la distanza dalla luce, l’intensità diventa un quarto. Raddoppia ancora, un sedicesimo e così via.
Hai presente quando alle elementari devi fare le equivalenze e finchè sono cm->mm tutt’apposto, quando si passa da cm quadrati a metri quadrati è un casino? Ecco è una roba simile perchè in realtà stiamo parlando di superfici che vengono illuminate.
Vabbè se l’avete capito bene, sennò non so come spiegarlo. (capisco che sia colpa mia). Se vi ci mettete lo capite perchè se l’ho capito io lo capisce chiunque.
Si vabbè ma perchè dovrebbe essere utile saperlo?
Bene, supponiamo, ma giusto per fare un esempio a caso, che siate a un matrimonio.
Supponiamo che giustamente, glli sposi ci tengano ad avere una foto con tutti quanti e che naturalmente per ridurre al minimo gli sbattimenti vogliano fare le foto ai tavoli. Che nel 90% dei casi sono tondi.
Ecco per quanto vi sforziate di spingere le ali del tavolo in maniera da allinearli con chi sta al centro, state tranquilli che i vostri sforzi saranno vani, anzi preparatevi a ricevere insulti e la richiesta di un’altra di naturale se insistete troppo.
Dal loro punto di vista, gli invitati hanno ragione, sono lì per godersi la festa e non farsi posizionare sulla Kamchacta.
Ma passiamo oltre.
Vi troverete quindi un bel gruppo di invitati disposti a ferro di cavallo se non a zig-zag, matrice inversa, doppia forbice rovesciata.
Per evitare di avere a fuoco solo il centro del tavolo, siete costretti a chiudere il diaframma per avere sufficiente profondità di campo.
Di solito almeno f/5.6, f/8 per stare tranquilli su Full Frame.
Inevitabilmente e se in interni, con aperture simili sarete costretti ad illuminare la scena artificialmente.
La prima cosa che sarete tentati di fare è di posizionare flash o luce continua piuttosto vicino al gruppo. In questo caso, ad esempio ne caso del flash, essendo lo stesso, vicino ai soggetti, ne guadagnerete in termini di potenza necessaria e potenze più basse significano durata delle batterie infinita e tempi di ricarica pressochè itantanei (un Flash Canon 580 EXII impiega circa 5 secondi per la ricarica a piena potenza).
Succede però che proprio per la regoletta che stiamo illustrando che il rischio, soprattutto se angolate la sorgente luminosa che i soggetti più lontani siano decisamente sottoesposti rispetto ai vicini! E’ chiaro? Cosa conviene quindi fare? (dai provate ad indovinare prima di continuare a leggere)
…
Conviene quindi allontanare il flash (o la luce continua) ed aumentarne la potenza! In questa maniera, l’intensità varierà più gradualmente nello spazio garantendo un’esposizione più uniforme su tutto il gruppo.
Ecco un bellìesempietto e si capisce meglio. Al solito ci viene in aiuto “Donna” (dovrò fare un post su di lei prima o poi) e visto che serve un gruppo, sullo sfondo trovate dei volontari, gente che passava e che è stata felicissima di darmi una mano per la causa:
Accidenti, che differenza di esposizione… quanto distanti saranno Donna e il pubblico non pagante?
50cm…
Bene , ora manteniamo inalterata la distanza fra i soggetti ma allontaniamo la sorgente luminosa, alzandone la potenza per compensare la perdita di intensità dovuta all’aumentata distanza. Ecco quello che succede:
Tò, la differenza di illuminazione cambia di poco!
E beh a sto punto raddoppiamo addirittura la distanza! Ormai l’hai capito: cambia poco.
Saluta a sto punto le tue pile e preparati ad annoiare gli invitati tra un flash e un altro (e a dovere portare un’altra minerale e a fare una figura barbina del tipo gli scatta il flash una volta si e due no).
Allontanare la luce dal soggetto ha però un altro effetto sulle caratteristiche della luce. Chi ha seguito il corso di fotografia di ritratto FuoriFuocoStudio, lo sa bene perchè j’ho fatto una testa tanta. In particolare la più importante quando parliamo di ritratto (secondo me) e cioè la dimensione apparente della sorgente luminosa e quindi la morbidezza (o durezza) della luce. Ma questo è tutto un altro par de post…
Bene, pensi che i tuoi amici siano interessati alla legge dell’inverso del quadrato della distanza? No? Fatti i fatti tuoi, che ne sai? Condividiglielo! Mandagli una mail, sheralo, twittalo, faxalo! Ci sono tutti i bottoncini qua sotto, se sei particolarmente pigro.





Bene! Solo una cosa non mi convince; E' possibile/fattibile portarsii un supporto flash a tre zampe+ombrello tra i tavoli? Ne ho uno a casa da poche ore ed ho la leggerissima impressione che il manico dell'ombrello potrebbe finire nell'occhio di qualche cameriere sbadatello…
O sbaglio?
bravo dany preparati
E' quello che facciamo da anni quasi ogni weekend
Abbiamo comunque una RC terzi
L'ombrellino sta in realtà su un monopiede ed è in realtà un softbox. Nel post però non si parla ne di stativi nè di ombrellini ma di sorgenti luminose
Puoi anche usare il flash oncamera, allontanarti e scattare a 70mm anzichè avvicinarti e scattare a 24mm
NON CONOSCERE LA LUCE NELLA RITRATTISTICA E' COME ANDARE CONTROMANO SULLA TANGENZIALE OVEST DI MILANO ALLE 7,56 DI LUNEDì…. non so se mi spiego!!!
GRAZIE MAX…PER L'EVENTUALE INVERSIONE A "U"
Chi può dire di avere avuto un matrimonio meraviglioso?
Probabilmente in molti.
Di avere avuto una cerimonia fantastica in una chiesa bellissima con degli abbobbi spettacolari?
Anche qui in tanti credo.
Su le mani quelli che hanno avuto un festa ricca di emozioni. Tutti?
Un location da paura? Di più.
Balli scatenati? Tanti.
Gente sorridente con tanta voglia di festeggiare? Abbiamo capito, mi fermo.
Se però mettete insieme tutte queste cose? Chi può dire di aver avuto tutto questo, per il giorno del proprio matrimonio?
Daniele e Stefania sono tra i fortunati che lo possono fare.
Il matrimonio di ieri è stato impegnativo dal punto di visto fisico (ma quello è un problema mio d’età, coronarie e via dicendo) ma anche dal punto di vista emotivo!
Un vero treno d’emozioni.
Eccoli dunque!























































viva gli sposi
BELLISSIME!!!!!!!
bellissimi!!!!!!!!!!!!!!!!
vi voglio bene…!!!!!!
Eh???
Già il nome mi piace perchè c’ha dentro la parola “color”.
Quando mi chiedono perchè non faccio tutto in bianco e nero io chiedo se hanno un TV a colori o B/N.
Per me il mondo è a colori!
E visto che c’è la possibilità di rappresentarli in tutte le varietà del caso, perchè limitarsi?
Chiaro, amo il bianco e nero e le possibilità espressive che dà, ma preferisco farne un uso oculato (chiedo scusa per la parola oculato)
Fatto sto pippone iniziale che non c’entrava nulla, torno abbomba al tema del titolo.
Il color shifting è una delle tecniche che preferisco quando parliamo di flash off camera. Se non sai cos’è il flash off-camera:
1) continua pure a leggere, userò lo stesso livello di incomprensione di tutti gli altri post di CiCCiO.it
2) passa i prossimi tre mesi su Strobist. Torna, continua a leggere, ringraziamo e odiami per averti attaccato la scimmia
Veniamo al succo della fazenda: supponiamo di voler ottenere un bel cielo azzurro, bello saturo, con un sacco di contrasto, dove si vedano bene le nuvole. Drammatico è la parola per quelli che si atteggiano.
Beh, la prima cosa da fare, se vogliamo evitare un bel bianco smorto (tipo la mia abbronzatura da monito di computer) e di sottoesporre di almeno uno stop. Ok, ora va meglio, c’è più dettaglio ma non siamo soddisfatti dei colori e della saturazione. Bene, provate a impostare il bilanciamento del bianco su incandescenza (è quello col simbolino della lampadina tradizionale) Colpo di scena ma magari manco poi tanto, tutto è miracolosamente più blu!

Ora, bene, te la puoi portare a casa e stampare e metterla sul comodino. Peròpperò uan foto non è una foto se non c’è un soggetto. (Si lo so, visione tutta mia)
E allora pensiamo di inserire il nostro eroe in inquadratura senza nulla modificare: Diabolik. O meglio il Grande Puffo travestito da Diabolik.
Dobbiamo necessariamente illuminare il nostro soggetto per esporlo correttamente. Fra lui e un cielo terso, potrebbero esserci verosimilmente svariate migliaia di stop di differenza.
Ecco che entra in gioco il nostro amico flash che abbiamo come dicevamo opportunamente disassato.
Illuminiamo, scattiamo e… semplicemente il Grande Puffo si è tolto il costume. Il Bilanciamento del bianco è sempre impostato su incandescenza e tutto quindi sarà blu, sfondo ma anche soggetto, con tutte le differenze che possono esserci tra la temperatura colore di un flash e della luce diurna alle varie ore del giorno.
Per riportare quindi la temperatura colore del flash a quella corretta, possiamo scaldare la luce flash con una foglio di gelatina arancio (detta Full CTO, color temperature orange). Mettendo la strisciolina davanti al flash questa riporterà la temperatura colore a valori corretti.
Attenzione, l’altra cosa che farà il gel sarà di mangiarvi uno stop almeno. Potete magari non tenerne conto se usate qualche automatismo x-ttl per il flash, dovete assolutamente considerarlo se i vostri flash funzionano in manuale.
Tenete inoltre presente che tutto quello che non viene illuminato dal flash, resta della temperatura colore impostata sulla macchina. Quel gruppo di turisti sullo sfondo, verrà blu, anche se è di giapponesi.
Se avete l’accortezza di comporre accuratamente però:
(Grazie a Lucia che mi odierà senza ragione per aver pubblicato la foto)
Stessa luogo, stessa ora del giorno, stessa posizione in cui abbiamo scattato questa:

Foto di Nadia Pamploni

Bene, non credi che tutto l’universo debba comprendere i prodigi del color shifting? E allora facebookkalo, twittalo, emailalo, sharealo, sennò diventi blu.





Scimmia…scimmia!!!
Ahahahah arriva la scimmia e non se ne va più!!!
Non mi fà dormire bene…
Molto interessante!
Ora che viene la bella stagione potrò dileggiarmi con l’SB600 usatogarantitoebay che ho acquistato qualche mese fa, ma che non ho ancora sfruttato come si deve.
E finalmente uscire dal loop dal flash usato solo per fare luce quando è buio. Così poi potrò iniziare ad atteggiarmi. O a essere “drammatico” come il cielo!
si, direi che la parola giusta è DRAMMATICO
BELLA E BRAVA e fotoigenica