iphone 6 vs nexus 5

iphone 6 vs nexus 5

Si lo so.
C’è il Bendagate. L’iphone 6 si piega. Se lo guardi, se gli parli male, se fai il numero sbagliato, guardi un sito sozzo, stai troppo al telefono con tua suocera.
Costa un rene e un pezzo di pancreas.
E se lo paragoni ad un equivalente Android ha la metà di RAM, 1/8 dei core e 2/3 della risoluzione.

Eppure ho switchato.
Sorprendentemente e felicemente.
Ed ecco i due motivi due che mi hanno convinto.

Qualità audio.

Ascolto un pacco di musica. Parecchia. in mille modi diversi. Con l’impianto Hi-Fi di casa (sempre meno, essendo ormai la casa di proprietà dei due piccoli devastator), al PC in cuffia e con le Trust Tytan 2.1. Col mio Macbook, con una cassa Bluetooth Bose ma sempre più e soprattutto quando sono in giro (ma molto anche in casa) con il mio smartphone e con un paio di cuffie.

Così come le donne hanno qualcosa con le scarpe, io ho un problema con le cuffie: ne ho avute di tutti i tipi. In ear, around the ear, over the ear, ncopp ear. Closed back, open back e via dicendo. E alla fine mi sono scelto due paia che coprono tutte le mie esigenze. Per un ascolto poco impegnativo, tipo quando corro o giro in città, la scelta crediateci o no, è per gli earbuds di apple. Non gli in-ear: quello che ha inventato sto strumento di tortura deve essere lo stesso che ha progettato il parcheggio del Carrefour di Pavia e le infradito: scomode, inefficaci, dolorose, inutili.

Gli ear buds stanno al loro posto. Non ti distruggono il canale uditivo, non sperimenti la spiacevole (ma va a gusti) sensazione di infilare qualcosa all’interno del tuo corpo, non senti un’esplosione nucleare ogni volta che deglutisci o prendi un salocco in bici. Quelli di Apple hanno l’unico difetto secondo me di essere un po’ scivolosi ma tutto si risolve con un accessorio indispensabile: un paio di earskinz, una specie di preservativo (per restare in tema) in gomma che rende le cuffie meno scivolose.

Giusto per allargare lo spettro, le preferisco ad un paio di Bose IEM2 che hanno un buon sistema di alloggiamento dell’auricolare ma come suono sono solo bassi echeccribbio, maledetto Dr. Dre. Per inciso costano 3 volte tanto.

Quando entro in modalità “audiofilo” si fa per dire, uso invece un paio di Sony MDR-7506.
Sono cuffie pensate per l’ascolto “monitor” e quindi poco “colorato”. Nessuna enfasi, su tutto lo spettro. O almeno questo è l’obiettivo di cuffie e monitor reference.

Se la giocano con le Bose SoundTrue.

Vabbè sto parlando di cuffie anzichè telefoni.

Tutto questo per dire che ad ascoltare la musica in una certa maniera ci tengo.
iPhone è il migliore strumento per ascoltare musica in mobilità oggi sul mercato?

Chiaramente no!

Ci sono lettori musicali che probabilmente (ma io non credo) hanno una riproduzione audio di qualità superiore tipo i vari Fiio, Pono e quant’altro.
E quindi?

Prima dell’acquisto usavo un iPod touch 2nd gen, con iOS 4.2, la versione massima supportata. Ci gira addirittura Spotify! Ed è quello che mi basta.

Però iPhone è anche telefono, è navigatore, è internet, è foto e videocamera.

Quindi il vantaggio di avere tutto in un unico apparecchio si fa sentire e da qui la scelta di non affiancare al mio vecchio Nexus 5 un nuovo lettore musicale. La questione è che semplicemente sul Nexus la musica è INASCOLTABILE, per lo meno per le mie esigenze. Molti non ci baderanno nemmeno, io la differenza LA SENTO ECCOME. E da qui una spinta a passare ad iPhone. Per farvi capire siamo sul divano io e Marta. Le faccio ascoltare un pezzo piuttosto pessimo che gira in cuffia.
Si stupisce della qualità e mi chiede se sono le cuffie o è il telefono. Nono, le cuffie rispondo io. Le passo il jack e le dico di provare sull’ormai suo Nexus 5. La sua faccia spiega tutto. Non sono solo le cuffie, alla faccia del blind test.

Motivo numero due

Video e Foto

Ho fatto il fotografo professionista. Non c’entra nulla, potrei essere il peggiore dei peggiori. Ma come dice Chase Jarvis che ci ha fatto fior di quattrini scrivendoci un libro, the best camera is the one that’s always with you! Sono anni che non ho compatte da portare con me. Figuriamoci le reflex. Ormai le foto le faccio solo con lo smartphone. e in questi anni di foto fatte con smartphone con fotocamere mediocri, mi ritrovo con centinaia di foto che valgono si il ricordo ma sono di qualità infima.

Se l’avessi saputo (ma lo sapevo in realtà, dovevo solo sbatterci la faccia contro) avrei switchato prima.

Ecco la fotocamera del Nexus è appena appena sufficiente.

E per quanto si leggano comparative che mettono a confronto gli 8mp di iPhone con i 42 di questo e quel telefono, la fotocamera di iPhone è fantastica. Se puoi vuoi fare un crop 100% e controllarne l’aberrazione cromatica negli angoli fai tu, io preferisco ancora postalmarket per ste cose.

Aggiungi la semplicità e velocità d’uso ed è fatta. Ma perchè la gente si ostina a paragonare megapixel e non guarda velocità di scatto, facilità ed ergonomia d’uso, dimensione del sensore… bah…

Fatto è che che iPhone fa delle foto meravigliose.

A questo punto del racconto che la trama non è più così fitta si capisce in realtà che lo switch è più tra Nexus e iPhone che tra Android e iOS.

iPhone è semplicemente un telefono con un hardware per certi versi peggiore col quale fa cose migliori di Nexus. Bah non so se si capisce.

Certo, il confronto è impietoso: iPhone costa il doppio di Nexus. Ed è per questo che a un utilizzatore occasionale (ma anche a uno che per fare un esempio a caso, mia moglie, ci sta sempre attaccato al telefono) consiglierei ad occhi chiusi NEXUS!
E’ un telefono fantastico, che funziona bene e che ha lo stesso vantaggio di iPhone: chi progetta il software lo fa per questo Hardware. Poi se vuoi puoi farti del male, spendere di più e comprare Samsung.

 

Veniamo quindi al vero confronto Android vs iOS e da utilizzatore oggettivo cosa è meglio dell’uno e dell’altro sistema operativo.

Siri vs. Google now

Beh, a mani basse, vince Google. Ma proprio su tutto, su efficacia del riconoscimento, sulle sfumature e varianti che puoi utilizzare per chiedere la stessa cosa, per la velocità del riconoscimento e della risposta, sulla qualità delle risposte. Siri sembra una beta in confronto, un giocattolino.

Centro notifiche

E insomma, anche qui devo dire che il centro notifiche di Android è fatto meglio. Le notifiche spariscono quando devono sparire, non te le ritrovi dopo mesi seppellite da altre notifiche. Hanno tutte lo stesso stile. iOS 9 dovrebbe ovviare a alcuni inconvenienti tipo le notifiche ordinate per data e non raggruppate per tipologia.

Integrazione tra applicazioni

Comincio a preoccuparmi: anche qui, Android stravince. Vuoi condividere una foto da fotocamera a album a whatsapp, instagram o qualunque altra cosa ti venga in mente? No problema.
Ma come è possibile che non si possano condividere le foto dall’album ad Instagram direttamente in iOS???? Come diavolo è possibile???

Multitasking

Sebbene nella gestione del multitasking vero e proprio non si notino differenze, per passare da un’app all’altra, il tasto dedicato di Android è veramente comodo.

Vabbè ma allora dov’è che iOS vince rispetto ad Android?
Semplice, non vince. L’esperienza d’uso in iOS è semplicemente fantastica, tanto quanto in Android.
iPhone però è un vero e proprio oggetto. Bello da vedere (anche se secondo me il 5 è il meglio riuscito sinora e qui parliamo di 6) da usare, ti viene voglia di scaricare applicazioni solo per usarlo. Ha uno schermo semplicemente incredibile, un po’ come quello del Macbook.

Il consiglio quindi da uno che è passato da Nexus 5 ad iPhone 6 è: Se non siete degli ingallinati e se non avete motivi specifici, SCEGLIETE NEXUS ammesso che riusciate a trovarlo. Il Nexus (parlo del 5 come del 4) è un telefono fantastico. Ribadisco: Fluido, reattivo, veloce. Ne escono due quest’anno, uno di LG e uno di Huawei. Dovrebbero avere un hardware da spavento e un prezzo aggressivo. Ma ancora comprerete Samsung e penserete di essere felici. EDIT: sono talmente una scheggia a scrivere post che nel frattempo Google se n’è uscita con i nuovi Nexus!

Un altro incredibile motivo per scegliere iPhone.
Sono all’Apple store di Orio al Serio. Acquisto il mio iPhone da 16Gb, arrivo casa la sera, installo un po’ di app e la mattina dopo sono al 90% di spazio utilizzato. 4gg dopo vado all’Apple store di Rozzano, tipo un’ottantina di Km da dove l’ho acquistato e gli dico che 16gb sono un po’ pochini.

Non pattono ciglio e mi dicono col sorriso: “Lo cambiamo!”

Me lo cambiano con uno da 64gb, mi fanno il backup e riaccendo il mio telefono come se non fosse cambiato nulla.

Esco e mi pare di vedere che lo schermo flickeri un po’.

Rientro e gli dico, scusa, mi pare che…

Non c’è problema, lo cambiamo:-)

E’ già il mio terzo iPhone, ho i tremori solo a pensare la stessa trafila con un Samsung…

 

 

 

 

 

Chiavi di ricerca

Come ogni sito che si rispetti anche CiCCiO.iT ha attive le sue statistiche e fra queste la parte più interessante è cosa scrive la gente sui motori di ricerca per essere catapultata qua.
Di sicuro interesse sociologico, lo è anche dal punto di vista grammaticale nonchè neurologico. E insomma, ognuno ha l’audience che si merita 😛

Partiamo dal meglio, con una selezione delle chiavi di ricerca TOP ma veramente TOP il resto è mancia.
TopCommento
ho un compagno medico da 7anni i colleghi mi invidiano e fanno gli stronzi io sono sempre quella di sempreMah, non vedo come leghino le cose, comunque TOP
oggi o deciso di andarmene di casa matrimonio fallito figli ti trattano di merda soldi non ce no dove losso andareVerbo avere a parte, geppo, hai tutta la mia solidarietà
lavoro x persone che piace scrivereEcco forse vale la pena riconsiderare i propri obiettivi
posso licenziarmi qua in italia per andare al estero e prendere la disoccupazione al esteroEccoci, il paese dei furboni. A sberle ma TOP!
il mio compagno è sempre fuori per lavoro e non ha mai soldi per la famigliaQualche domanda io me la farei… TOP
la mia capo ufficio me la daBene direi. Perché farlo sapere a Google?
obbligatorio fare i buoni per una scarpaTOP e basta, qualunque cosa significhi.
posso prendere i miei soldi dei per l'ambiente avendo un quinto dello stipendio in corsoIo credo che se non gli fai domande precise, Google non ti risponde preciso
voglio lasciare l azienda di abbigliamento dove lavoro e passare a lavorare comme commessa mi conviene ho 3 anni ad andare in pensioneFinalmente una ricerca precisa a fronte di idee un po' confuse
perchè ho un datore di lavoro testa di cazzo ?Una domanda che si fanno in molti…
lasciare il fidanzato perché lavora troppoMantieniti da te sozza!
fingere di licenziarsiA che pro???
per il mio matrimonio non so se usare le lenti a contatto ho no un consiglioInterrogati piuttosto sull'uso del verbo avere.
lasciare il lavoro e tornare in mezzo alla stradaCioè che lavoro facevi prima scusa?
per farmi lavorare la mamma succhia il figlio del capo raccontiTua mamma deve volerti davvero bene!
non mi sento bene sul posto di lavoroPrendi un moment o qualcosa
ho lasciato lavoro in nero su 2 piedi colpa prepotenza titolare/bar/gli slash a cosa servono?
le dipendenti dicono cbe sono brava e il datore di lavoto mi licenziaDiscrepanza di giudizi evidentemente
mi sono rotto cazzo adesso mi apro un negozio di vestitiBravo!
ma insomma conviene oggi studiare musica o lavorare in fabbricaCredo che per google quel "ma insomma" sia superfluo.
se il capo ti dice hai fatto una vita di merda avro sempre un occhio di riguardo per teLa sintassi ragazzi… aiutate google ad aiutarvi…
quattro anni vossuti sottlo stress in uffocio e titte le notti ho sogni dell ufficio anche se non lavoro piuNiente qui proprio accenti, grammatica, concetti, zero.
vent'anni e farsi schifoC'è tempo per migliorare se non altro
quando si capisce il momento per lasciare la ragazza 22 anniSecondo me è arrivato.
che schifo il lavoro del cuoco. mi fa vomitareEcco vomita lontano dalle pietanze e dimmi dove lavori.
lavoro di merda pagato beneCi sta.
dire al lavoro azienda di merdaOgni tanto bisogna togliersi qualche soddisfazione.
per poter lavorare in fabbrica che bisogna fare un corso?Secondo me bastava finire le elementari.
sognare porte che si chiudono mentre tu stai entrando in quel postoQuale posto? (io così inendo QUEL posto)
ho lansia per un colloqui sto gia lavorando e mi dispiace lasciare dove sonoE allora stai dove sei.
voi le trovate le scuse per non sndare a lavoroNo, onestamente al lavoro ci vado. Ma siamo in Italia, vero…
ho un contratto ma non mi fanno lavorareMeglio no?
nessuno capisce la mia scelta di lascire il lavoro. come se oer il lavoro dovrei passare sopra a ogni cosaNon ti capissero se userebbi tempi e modi corretti.
si puo cedere un posto di lavoroMa in che senso, come il posto sull'autobus?
lasciare lavoro per motivo di scuolaNon capisco… Insegni o sei studente? Scuola? Media?
ho deciso di stare a casa dal lavoro a l figlio. , ora ho l ansiaHai anche problemi con la punteggiatura ma ci sta, ce l'ho avuta pure io
cazzo sto per perdere il lavoroPare debba accadere da un momento al'altro
me ne sono andato dal cliente rischio licenziamento?cioè fai il consulente? Non si capisce bene…
frasi di saluto ai colleghi per cambio lavoroBasta un ciao secondo me.
qual'è un buon stipendioCircostanziare un po' aiuterebbe
stipendio per non avere problemii problemi con la droga non li risolve
voglio lavorare in un qualsiasi ufficioChi si accontenta gode
tornare al lavoro e non avere nulla da farePortati un libro
non voglio essere sfruttata al.lavoro m rischiando la mia salutem
la titolare mi dice che non so fare il mio lavoroMagari ha ragione?
perché uno sogna di stare nel posto del lavoroCapita sempre anche a me!!!
come far capire ad un ragazzo che ci vuoi andare al lettoMa davvero devi cercarlo in internet???
20 motivi per non fare la commessa20?
cosa fare quando un ragazzo non vuole lasciare casaPedate nel culo diceva mio padre
la mia famiglia fa schifo sto maleMi spiace davvero qui… però TOP
dimissioni di lavoro allimprovviso cosa rischioin che senso all'imporvviso…
quando ti senti tranquillo sul lavoro é il momento di cambiareBah, se lo dici tu…
quando si lavora fuori e giusto tornare a casaPrima o poi si, verbo essere a parte
"non voglio fare l'ingegnere"Le virgolette però ti qualificano tale.
lavoro e non so cosa prendoGuarda in busta paga
svuse per non anfare a lavoro per tanto tempoDichiara la morte apparente
il mio capo mi odia ragioniDavvero pensi che internet lo sappia?
motivazioni da dire per cambiare lavorocambio lavoro. No?
lavori che hai un buon stipendioManca il concetto secondo me…
aiuto sta x licenxisrmiBisogna essere disperati per chiedere aiuto a google
stufo di continuare a pagare di tutto basta!Per me un caffè grazie.
E vabbè i classici top 10:
ciccio 20,390
ciccio.it 1,365
www.ciccio.it 405
fagioli 281
national geographic 237
lasciare il lavoro 195
al diavolo il tempo che ho perso inutilmente 186
il ciccio 183
mano ingessata 155

 

Un successo notevole pare l’abbia avuto il post su una vecchia pubblicità Mercedes.
Qualcuno si ricorda un pezzo, qualcuno un altro pezzo, come al solito qualcuno non ha capito un gambo:

al diavolo il tempo che ho perso inutilmente 186
il futuro appartiene a chi ha il coraggio di essere differente 120
al diavolo i social network 110
al diavolo il tempo che ho perso inutilmente le feste comandate 80
al diavolo i comuni mortali fare su e giù per le vie del centro 55
al diavolo i comuni mortali 45
al diavolo il tempo che ho perso inutilmente le feste comandate i regali azzeccati 38
pubblicità mercedes al diavolo 32
al diavolo mercedes 29
al diavolo pubblicità mercedes 27
mercedes al diavolo 22
al diavolo pubblicità 20
al diavolo le feste comandate i regali azzeccati 16
al diavolo il tempo perso inutilmente 14
pubblicità al diavolo 11
il futuro è di chi ha il coraggio di essere differente 11
al diavolo i regali azzeccati 11
al diavolo le conference call 10
al diavolo il tempo che ho perso inutilmente, 9
al diavolo il tempo che ho perso inutilmente le feste 9
al diavolo il tempo che ho perso 9
al diavolo le feste comandate 8
al diavolo le conference call i social network 8
spot mercedes al diavolo 7
al diavolo i social network e gli arrampicatori sociali 7
TOT 894

 

C’è poi tutto un filone legato a varie tematiche che davvero boh, mi interrogo, sia sui contenuti di CiCCiO.iT sia di come sta messa la gente oggi.

Ad esempio c’è tutto il filone di quelli che riflettono sull’età e sul tempo trascorso:
a 23 anni e possibile cambiare lavoro
lavorare in un supermercato a 21 anni
quando si capisce il momento per lasciare la ragazza 22 anni
essere senza lavoro a 50 anni
lasciare il lavoro 10 anni prima
come fare a licenziarsi dopo tanti anni
cambiare lavoro a 23 anni e possibile
lascio il lavoro e inizio a studiare a 24 anni
ho 40 anni e non trovo lavoro cosa faccio
ho 29 anni e non sono ancora laureata
faccio lo stesso lavoro da anni
cose che capisci quando hai.27 anni
voglio lasciare l azienda di abbigliamento dove lavoro e passare a lavorare comme commessa mi conviene ho 3 anni ad andare in pensione
trent anni e voglia di cambiare
si può cambiare lavoro a 40 anni
cosa fare per licenziarmi da lavoro dopo 10 anni
voglio lasciarlo dopo 10 anni
43 anni licenziato, cosa faccio
primo lavoro dopo i 30 anni
cambiare carriera a 30 anni
che lavoro fare a 23 anni
cosa scrivere per i 26 anni
smettere di lavorare a 50 anni
cambiare lavoro a 50 anni sono stanca di lavorare 8 ore

 

o di quelli che non sono propriamente soddisfatti di chi o cosa li circonda:
il mio lavoro mi fa schifo
il mio lavoro fa schifo
lavorare in fabbrica fa schifo
mi fa schifo il mio lavoro
cosa fare se ti fa schifo il tuo lavoro
si puo fare un lavoro che ci fa schifo?
che schifo il lavoro del cuoco. mi fa vomitare
ho scoperto mi fa schifo quello in cui mi sono laureato
vent’anni e farsi schifo
lavorare e uno schifo
schifo andare lavorare
la mia famiglia fa schifo sto male
cosa fare il tuo lavoro ti fa schifo
un mio collega mi fa schifo

 

o che al solito, riflettono sulla crisi:
la scelta di lasciare un lavoro in un momento di crisi
lasciare il lavoro con la crisi
ditta in crisi+ lavoro non ho niente da fare
é giusto lasciare uno studio in crisi
lavoro che odi tempi crisi
sono in crisi con il mio lavoro

 

Chi pensa di avere fatto scelte sbagliate:
lasciare il lavoro per l’università
non riesco a scegliere se cambiare l’università
lasciare il lavoro mal pagato per l’università
lasciare lavoro per università
licenziarsi e andare all’università
lavoro in fabbrica o università
dimettersi dal lavoro per andare all’università
lasciare il lavoro per studiare
mollare il lavoro per studiare
licenziarsi per tornare a studiare
non studiate tanto lavoro non c’è ne
sognare che si ha tanto da studiare e non sapere nulla
ma insomma conviene oggi studiare musica o lavorare in fabbrica
lascio il lavoro e inizio a studiare a 24 anni
ho un lavoro ma voglio studiare

 

Non mancano chiaramente i sognatori:
nella scelta del lavoro bisogna andare dove guadagni di piu
per poter lavorare in fabbrica che bisogna fare un corso?
inseguire sogno o lavorare in banca
sognare datore e posto di lavoro che non faccio piu
sognare che si ha tanto da studiare e non sapere nulla
sognare che un negozio dove ho lavorato non ce piu
sognare di dimissionare
quattro anni vossuti sottlo stress in uffocio e titte le notti ho sogni dell ufficio anche se non lavoro piu
sognare porte che si chiudono mentre tu stai entrando in quel posto
sognare sempre stesso datore lavoro
sogno un altro lavoro
sogno di lavorare vicino casa
perché uno sogna di stare nel posto del lavoro
sognare capo di fabbrica
sognare di aver fatto moltissimi km e non sai come ritornare
sognare il proprio lavoro da pensionati

 

Gli haters:
mi faccio odiare dai colleghi
odiare il proprio lavoro
il mio capo mi odia ragioni
odio il lavoro che ho trovato
odio il mio lavoro a 40 anni
odio lavorare davanti al pc
il lavoro che faccii lo odio
odio lavorare nella mia azienda
odio il mio lavoro ma non lo posso lasciare
odio essere dipendente da un capo
odio lavorare in fabbrica
odio lavorare un azienda
odio andare al lavoro
odio il mio lavoro nausea
lascio il lavoro perché lo odio

 

i poliglottoli:
bodibildin
namabei
abaut
snobord
nacional geografic
bodibilder
aitiuns

Laggente stanno male.

E vengono tutti su CiCCiO.iT.
La cosa mi fa riflettere…

  • Paola - August 29, 2015 - 9:27 pm

    Accidenti a me Ciccio, ti ho scoperto tardi! Però adesso non ti mollo, eh (in senso buono…)! Proprio contenta, ti ho anche dedicato un post. Complimenti.ReplyCancel

    • CiCCiO - September 2, 2015 - 5:53 am

      Accidenti,
      prima di commentare me lo leggo tutto!!!ReplyCancel

    • CiCCiO - September 2, 2015 - 10:37 am

      Alla faccia della recensione!
      C’ho visto gli ultimi dieci anni della mia vita nel tuo post 😛
      Non so che dire, sono lusingato!
      Capisco benissimo quando dici che la gente non percepisce il valore aggiunto che un professionista può dare. I problemi sono due:
      1) nemmeno io lo capisco, non avrei mai speso 1000 e passa iurosss per un fotografo per quanto bravo sia. Forse per questo ho smesso.
      2) le assicurazioni sono il male assoluto!!! E no, non credo ci sia nessun valore aggiunto ad avere un’assicurazione. Cerco quella che costa meno e solo perchè è obbligatoria 😛

      Ho appena distrutto la stima della persona che ha postato la più bella cosa mai scritta su di me 😀
      Scherzi a parte, a guadagnato un lettore, anche perchè ora, sono curioso di sapere cosa, quando e come farai nel futuro secondo me prossimo!!!

      A presto quindi 😉ReplyCancel

      • Paola - September 3, 2015 - 5:20 pm

        A-HA! Dopo quasi venticinque anni passati un un’Agenzia di Assicurazioni, direi che o sei morta o hai maturato un’autostima di cobalto, di titanio, di diamante! Tranquillo, anch’io a volte sono assalita dal dubbio :-)
        E poi, quando mi deprimo, bloggo come una dannata (ops! il Male che ritorna…) e do una lustratina alla mia stima compiacendomi per come scrivo 😉
        Felice che tu abbia gradito, sarai tra i primi a sapere cosa combinerò appena (e non SE) combinerò, promesso!ReplyCancel

Riconquistare la propria vita

Ad un certo punto Giunge il momento.
E ad un certo punto decidi.
Quel punto non è quando dici: “Sa, apro un baretto a Kingston town” o “Ancora un mesetto a mando affanbrodo tutti”.
Non è nemmeno quando dici a tua moglie che domani ti licenzi.
E non è nemmeno il momento specifico in cui il foglio firmato con le dimissioni passa dalle tue mani a quelle del tuo capo e manco quando alla domanda: “Possiamo fare nulla per trattenerti” tu rispondi: “no”.

E’ la mattina, la prima, in cui ti svegli senza il vecchio lavoro, senza la vecchia vita.

Ti eri detto che per cominciare, avresti dormito fino a tardi ma sei comunque sveglio alle 7 e mez.

Fai colazione, porti i bimbi all’asilo, torni a casa, accendi il pc, stacchi alla una, mangi seduto alla scrivania e ti riposizioni fino alle 6.
La prima settimana passa così e ti rendi conto che c’è qualcosa che non va. Le abitudini sono dure a morire soprattutto quelle cattive. E allora diventa difficile svicolare dal pensiero che se non stai lì, fermo e seduto a fare qualcosa, sei colpevole, colpevole, colpevole.
Lazzarone lavativo, vergognati, pensa alla famiglia, alle bollette, al mutuo.

Frutto di anni di condizionamento, questa è l’unica maniera in cui sei abituato a lavorare ma ancora peggio a pensare.
Mettersi in proprio richiede un grosso sforzo prima che economico, mentale.

Ecco allora altri 3 inutili consigli 3 per capire che c’è vita dopo l’azienda.

1) Sei pagato per quello che produci, non per quanto resti in ufficio

E questa è la prima cosa che devi dimenticare del lavoro in azienda. Troppo spesso ci sono degli inetti sopra di te che non hanno gli strumenti per valutare correttamente te e il tuo lavoro. E quindi l’unico parametro che adottano è quello che da organismi unicellulari riescono a comprendere meglio: il tempo che passi spesso inutilmente seduto alla tua gambo di scrivania, magari a bighellonare su FB.
E quindi sta cosa te la porti dietro e rischi di valutare te stesso nella medesima maniera anche se non sei unicellulare.
Se ti sei messo in proprio, difficilmente avrai del tempo da buttare, di cose da fare ce ne sono sempre una miliardata.
Ma se ce l’hai non lo sprecare. Stai seduto se devi fare qualcosa, altrimenti fatti un caffè, esci, fatti una corsetta, vai a pranzo con un amico, fai una lavatrice, vai a comprare la pianta di salice che volevi piantare in giardino. Interra un salice, usa i guanti e okkio alle cacche del cane Jack.

2) Sei il capo di te stesso

Datti delle ferie, prenditi i venerdì che non potevi prima.
Lavorare 24x7x365 anche se può sembrare una furbata, difficilmente ti porterà lontano. Se poi come me, fai un lavoro che spesso ti porta ad essere impegnato la sera o nei weekend, è fondamentale trovare dei momenti di stacco. Il rischio è davvero di esaurirsi fisicamente prima che mentalmente. Un po’ come quando in azienda ti mettevano le riunioni alle 19 perchè “Prima bisogna lavorare”. Perchè un meeting sulla migrazione del datawarehouse da AS400 a Unix, ad orario aperitivo cazz’è un cotillon?
Prenditi quindi un venerdì che sei scarico per farti un giro in libreria, mi raccomando, non usarlo per pagare le bollette, fare la fila in posta, portare la macchina dal meccanico. Per fare ste cose, le tue mezze giornate di permesso erano retribuite molto meglio quando avevi un contratto a tempo indeterminato.

3) Separa il lavoro da tutto il resto

E’ un attimo. State pranzando e ti squilla il telefono.  Stai montando il lego e ti ricordi che devi mandare una mail. Siete tutti insieme a fare la spesa  e tu cammini 3m avanti perchè sei al telefono. Se non vuoi che tutto ti travolga devi cercare di porre dei confini. Netti fin che vuoi ma mettili. In un senso e nell’altro. Quando stai lavorando nessuno ti deve disturbare. Se non hai uno studio tipo Aiazzone da 20.000mq con ampio parcheggio all’ingresso e lavori quindi in casa, cerca di ritagliarti un tuo spazio, con una porta al di qua della quale ti puoi richiudere possibilmente. Se come me hai la scrivania sulla lavatrice cerca di far coincidere pausa con la centrifuga. Tieni i pischelli fuori quando stai lavorando, so che non è facile. Cerca di restare fuori quando giochi coi pischelli. Sostituisci a piacere pischelli con fidanza, xbox, quello che più ti aggrada.

 

Insomma ricorda perchè hai mollato. Gli americani ci credono parecchio in sta cosa che chiamano work-life balance. Trovi parecchio in rete e in mezzo a mille puttanate, ci sono cose molto valide.

E adesso bona dai, al lavoro!

Riconquistare la propria vita

Se proprio vuoi continuare a bighellonare, ecco altre due letture a tema:

5 motivi per lasciare il lavoro

5 motivi per NON lasciare il lavoro

  • stefano - April 23, 2015 - 2:45 pm

    Ciao Ciccio,

    post bellissimo veramente, secondo me sono consigli veramente illuminanti considerando poi che la maggior parte delle nozioni su questo argomento sono quasi sempre in lingua inglese. Complimenti seguo il tuo blog con sempre maggior interesse.

    p.s.: se mi posso permettere ora lavori in azienda o in proprio?ReplyCancel

    • CiCCiO - May 4, 2015 - 7:46 am

      Ciao Stefano!
      dopo un periodo in solitaria, da poco sono rientrato in azienda!ReplyCancel

  • Alberto - April 25, 2015 - 1:52 am

    Bella Cipaz,
    leggo e sorrido, un pò perché abbiamo condiviso qualcuna di quelle riunioni alle 19 nelle nostre vite precedenti, un pò perché sono contento per tutti e due che siano … precedenti, un pò perché a distanza di tempo ti trovo sempre un pistola nella forma ma mai nei contenuti.
    Un abbraccio grande a te e a tutta la truppaReplyCancel

    • CiCCiO - May 4, 2015 - 7:45 am

      Grande zia!!!
      Stai bene? sono sicuro di si :-)ReplyCancel

licenziamento

Non licenziarsi? non lasciare il lavoro?

In questo vecchio post buttavo lì qualche motivo per cui l’essere attaccati in maniera succube al proprio impiego possa comportare oggigiorno, vantaggi del tutto relativi. Nello stesso post, promettevo anche il rovescio della medaglia.

Ve lo dico, questo post potrebbe deludere qualcuno.

Aggiungo e sottolineo che tutto quello che racconto nei due post è la somma di quelle che sono le mie esperienze, professionalmente e personalmente parlando: quindici anni di azienda, contratti a tempo indeterminato, sei anni da imprenditore (si fa per dire)  e ritorno, a progetto, precario prima e di nuovo indeterminato poi.
Uno con esperienze diverse potrebbe raccontarvi cose diverse, così come potrebbe fare uno sano di mente.

Si va:

1 – Il 27 del mese

Il motivo più evidente è anche il più banale: a fine mese, qualunque cosa sia accaduta, comunque tu abbia performato, puntuale come un fuso arriva l’sms del signor UBI banca o chi per esso che ti notifica l’accredito dello stipendio. Menate, riunioni, tutto il resto viene azzerato nel momento in cui sai che ti puoi comprare l’iPhone, una chitarra, il LEGO. Ammesso che li brami.
Molto più realisticamente sai che non avrai problemi con mutuo, rate della macchina, bollette. Magari ne avrai lo stesso ma comunque meno di quando ti sei bevuto il cervello a colazione e hai deciso di aprire una partita IVA. Magari invece te ne avanza per garantire ai tuoi figli un’infanzia da bambino e prendere un fiore a tua moglie. Se non ti avanza, sai comunque che il mese successivo il cinema si ripete e che se fai due conti riesci a barcamenarti. Il fatto che ci siano clienti e che questi ti paghino, non dipende dalla stagionalità, la congiuntura, la crisi economica, l’allineamento dei pianeti, l’orientamento dell’asse terrestre. (La pezzomerdaggine di taluni di questi)

2 – Non sei “così” indispensabile

Parliamoci chiaro, esistono. Tutti ne hanno incontrato almeno (più di) uno durante la propria vita professionale: il fancazzista. Personaggio in grado di inventarsi le peggio cose pur di sfuggire al proprio dovere. Tipo andare in bagno col quadernone per fingere di essere in riunione. Sono di solito gli stessi che quando hai bisogno, pare lavorino solo loro.
Ora, senza arrivare a livello, diciamo pure che se sei dipendente e un giorno c’hai mezzo scazzo, 36.8 di febbre, un’unghia incarnita, la uollera sabbata, beh puoi anche frenare un po’ che non succede nulla. L’azienda è un organismo pensato per fare a meno di te, benchè tu possa vantarti del contrario. Se pensi diversamente complimenti alla tua autostima, mi spiace per quando picchierai il faccione sulla porta a vetri.
Insomma, puoi fare cose da fantascienza per una P.IVA tipo metterti in malattia. Puoi stare a letto se hai la febbre! So che alcuni non ci crederanno ma l’ho visto con i miei occhi.

C’è anche da dire che vedo tutti i giorni mail del tipo: “Ho 40 e mezzo di febbre, mi scuso con tutti ma se non è un problema LAVORO da casa”.

Sappiamo poi altrettanto bene che la vita in azienda può voler dire sai-quando-entri-non-sai-quando-esci, lavori i prossimi due weekend, sei di presidio a Natale. Ma insomma, se hai 47 di febbre, a fare le foto a sto matrimonio ci devi andare per forza.
Allo stesso modo, puoi prenderti delle giornate per stare proprio a casa del tutto. Parliamo di settimane addirittura. Pagato. Si chiamano Ferie e incredibilmente da un po’ di tempo a questa parte, all’azienda conviene fartele fare.
Attenzione: se come me sei uno con un minimo di senso di responsabilità, anche qui, andrai al lavoro con la lebbra, ti porterai roba da fare a casa, starai al telefono mentre porti i figli in piscina, ti sentirai in colpa a chiedere ferie che non siano di sabato o domenica, persino per quell’intervento a cuore aperto a cui ti devi sottoporre da tempo.

3 – La solitudine vs La vita sociale

Lavorare in azienda vuol dire la stragrande maggioranza delle volte che non ti puoi scegliere i colleghi. Quindi se va bene sciallo ma se lavori con un cesto di crotali è inferno. Fatto sta che comunque, passi la tua giornata in mezzo ad altri, in treno, in metro, in ufficio. Non sempre è il massimo; aromi e fragranze sulle carrozze in ora di punta sono dei più svariati e pungenti.
Però, stare da soli, davanti a un computer, per 10 ore, in compagnia di Facebook, litri di caffè e Spotify, può avere però effetti devastanti su psiche e percezione della realtà.

4 – Quella simpatica agenzia…

Ecco questo è uno degli aspetti che da solo basterebbe a non mollare. Sei dipendente, hai il sostituto di imposta. Non sei esente da mazzi ma rischi di vivere piuttosto sereno. Mettiti in proprio, fai quello che devi fare, paga il dovuto: il rischio di una cartella esattoriale da sudore freddo è dietro l’angolo. Hai scritto in rosso, hai pagato 10 minuti dopo la scadenza, avevi un brufolo mentre hai fatto l’F24: bon, sei a rischio sanzione. Anticipi, IVA, Fatture, contributi, sgravi, detrazioni, una vera giungla. Se ti piace dormire sereno la notte, ho provi col biancospino e la melatonina o ti cerchi un posto da dipendente.

Aggiungi che le regole cambiano ogni 76 sec. Quando ho cominciato io in regime di minimo pagavo una sostitutiva dell’IRPEF del 5%. Poi 17. Poi ho perso i requisiti per essere autonomo, poi ho perso quelli per restare artigiano. sono passato a 23%,27% progressivamente a 32% adesso pare ho ancora i requisiti da minimo.

Ma comecazzo si fa a fare impresa così?

Ma posso sapere se ogni 1.000€ ne guadagnerò 770 o 950?

Comunque la scena è questa: arriva una raccomandata. Ci sediamo in cucina. Uno fronte all’altro. “Apro io”, dico. Faccio scivolare fuori il foglio tipo quando hai cambiato due carte e speri ti entri il poker, poco a poco. “E’ una multa!!! Siiiiiiiii! E’ solo una multa da 167€ favvanbrodo!” E gioiamo saltellando come due Barbapapà che non sia equitalia, esatri o assimilati.

5 – Lessold, el dinero, la pecunia

Parliamoci chiaro: i veri soldi stanno nelle aziende grandi. Quindi o ti licenzi, ti metti in proprio, diventi un’azienda grande con tutte le menatio annesse oppure ti rassegni.
Non siamo nella silicon valley dove nel garage di casa (Ma tutti in garage vanno a diventare milionari?) puoi avviare un’azienda in tre ore e diventare miliardario dopo 3gg.
Come descritto molto bene in questo articolo, dopo mezz’ora che sei nel box ci sono in fila fuori l’ASL, l’ARPA, la GF, la DIGOS, i NAS, Mazinga, Marzullo, i Tazendas e Fedro del GF8 pronti a piazzarti i denti nella giugulare. Quindi se appena appena tra le tue priorità figura un minimo di sicurezza economica, RESTA IN AZIENDA. Si, lo so che il periodo non è dei migliori e anche a stare in azienda si rischia DABAURAAA. Quello che ribadisco è: i soldi veri stanno lì, quindi immaginatevi chi è in partita IVA come se la passa. Come non bastasse, lo stato ti manda dei messaggi chiari oggigiorno: gli 80€ in busta, il TFR in busta… se una busta non ce l’hai, ciccia. Il gettito arriva da altri canali, e lì vuole che tu stia lo stato, dove ti può controllare e ciucciare come fossi il suo ghiacciolino.

In azienda poi, ci sono i bonus. I Master business objectives. Hanno dei nomi esotici e in linea di principio sono uno strumento intelligente. Sono dei premi in denaro atti ad incentivare nei dipendenti i comportamenti che l’azienda ritiene più opportuni.

Ho delle eccedenze di salame a magazzino? Bonus in denaro a chi vende più salame che prosciutto. Voglio che i singoli venditori si ammazzino di vendite? Premio in denaro a chi vende più salami. Voglio vendere in assoluto e mi serve che la squadra lavori insieme? Premio in denaro se vendiamo più salami dell’anno scorso.
Questo in linea teorica.
La realtà è molto diversa. Periodicamente, tipicamente una volta l’anno, il tuo line manager ti chiama per dirti che hanno normalizzato e bisogna fare sinergia ed essere proattivi non reattivi e altri termini di cui disconosce il significato presi random dal bingo delle cazzate.
Il tutto, ormai lo sai già in partenza, per dirti che la tua quota personale di MBO se l’è bevuta qualcuno al casinò.
L’azienda  organizzerà poi un evento per comunicare a tutti tramite un powerpoint da 84 slide redatto dal consulente della solità società che pure gli obiettivi aziendali non sono stati raggiunti. Il tutto in un hotel 5 stelle extralusso con gran buffet, il cui costo totale avrebbe coperto l’intero ammontare dei bonus, il viaggio di ritorno in cabina letto, due puttane (cit.)
Detto questo, quattro soldi saltano sempre fuori.
In azienda poi ci sono i prepensionamenti, i package di uscita,  gli scivoli, il tfr, i mancati preavvisi, i welcome bonus.
Che tu stia entrando o uscendo dall’azienda, il rischio è che ti porti a casa dei soldi. Il fine rapporto se l’azienda è piccola.
Se l’azienda è grande ed è in crisi,  potrebbero farti un offerta che non puoi rifiutare (detto alla Marlon Brando col cotone in bocca).
Pacchetti di uscita di diverse mensilità. Io stesso ho assistito a cose che voi impiegati… Pacchetti di 48 mensilità, due anni di mobilità, un piano di outplacement (cioè ti danno in pasto a questa azienda che  ti riscrive il cv ti insegna a fare i colloqui ti piazza sta decina di interview  e ti rimette felicemente in azienda).
Non male, ho visto gente accettare e diventare musicista, salumiere, venditore di estintori, prestidigitatore, presentatore, astronauta.
Se invece sei neoassunto non è infrequente che ti paghino il cosiddetto mancato preavviso. Cioè ti danno i soldi trattenuti dalla vecchia azienda per il fatto con non hai dato le dimissioni con il preavviso previsto contrattualmente. Questo perchè naturalmente eri indispensabile e servivi subito salvo poi farti sedere tre mesi su uno scatolone in attesa che arrivino sedia, notebook e cellulare. Fatto sta che spesso manco te lo trattengono sto preavviso.

I tempi sono cambiati non è sempre e ovunque così, è chiaro, ma accade.

lasciare il lavoro

lasciare il lavoro o non licenziarsi?

 

6. Il mio personale punto di vista

Come dicevo all’inizio, insomma è un punto di vista. Un po’ forzato forse. Spesso quello dell’impiegato normalizzato. Io sono tornato da poco in azienda chi mi segue lo sa. Per scelta più che per necessità.
Quello che cerco io è la possibilità se non di divertirmi, almeno di non annoiarmi. Un lusso, ve lo concedo, soprattutto in questo periodo. La possibilità di vedere cose interessanti, sfide, persone con cui collaborare, fare squadra e da buon nerd quale sono di vedere tecnologia best of breed qualunque cosa significhi.

E’ cominciata da poco per me una nuova, grande, difficile avventura. Parto con un sacco di entusiasmo ma con molto realismo. E con la voglia (e la speranza) che ci sia la possibilità di divertirsi appunto. Vediamo, la cosa che uno deve sempre tenere presente è che ci sono delle alternative. Comportano conseguenze, belle e brutte, ma ci sono.

Alla fine le aziende sono un po’ come le donne, devi girarne un po’ per trovare quella giusta 😀 Sarà contenta mia moglie di sta frase 😛 (beh, si fino a che lei resta l’ultima)

Torta finita, cosa dovresti fare quindi? Licenziarti? Restare in azienda? Metterti in proprio?
Ci sono i pro e i contro in ognuna delle scelte (e questa è la più banale delle affermazioni).
Dipende da quali sono le tue esigenze, e da come approcci il tutto. Dalle tue attitudini, dalla propensione al rischio, dalla voglia che hai di esplorare, da quanto sei stufo o ti fa cacare il tuo lavoro,  da quanto è importante per te gratificarti col lavoro piuttosto che con la famiglia o le slot. Dipende se hai i genitori ricchi.
Dice l’americano: “Don’t do what you love, love what you do”.

E’ solo una frase da fortune cookie. Rischia di funzionare.

 

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  • debora - January 16, 2015 - 7:43 pm

    Tutto molto vero! Ps. Te la sei fatta tu foto badge????ReplyCancel

  • Gabriele - March 31, 2015 - 4:17 pm

    Così non si fa però, eh!
    Proprio ora che sto pensando di fare il grande passo, carico di entusiasmo per le cose che finalmente cominciano a girarmi benino con la fotografia, mi ritrovo a leggere questo post che mi riporta al pensiero che periodicamente mi frulla in testa:

    “ma icchè tu credi di fare???” “ma indò tu vuoi andare” “stattene bbono” “non lo fare i’ bischero”

    Proprio ora che torno da un week end pieno di prospettive abbastanza concrete….grazie eh….. 😀

    ti preferivo quando scrivevi cose piene di carica positiva, ma forse, a questo punto, credo fossero più per convincere te stesso che chi leggeva!

    un salutoReplyCancel

    • CiCCiO - April 1, 2015 - 9:04 am

      In realtà io ci vedo tantissima carica positiva!
      E poi se leggi bene un post non esclude l’altro. L’ordine temporale avrebbe pure essere invertito 😉ReplyCancel

  • Stefano - May 5, 2015 - 7:31 am

    Ciao Ciccio, un altro post veramente illuminato (scusa se ci arrivo con quattro mesi di ritardo, ho scoperto solo ora il tuo blog!).
    Diciamo che questo post riporta un po’ tutti “sulla terra” ma non ci vedo niente di negativo anzi, sono considerazioni logiche e molto centrate.
    Lo spirito d’iniziativa e d’impresa in Italia sono fortemente penalizzati. Il discorso che tu fai (come giustamente e correttamente evidenziato nel post) riguarda le grandi aziende perché ti posso assicurare che nelle piccole imprese la sitazione è molto differente: ritardi di stipendi, aumenti inesistenti, premi questo sconosciuto, tutto è dovuto, lo stipendio è un lusso che non ti sei meritato ma ti è stato concesso per grazia divina… nonostante tutto anche io sono più orientato alle ragioni di questo post… per ora!ReplyCancel

  • Eliana - May 5, 2015 - 3:03 pm

    Beh che dire, tutto bello !!! Si si, fichissimo tutto quello che hai scritto, peccato che ci sono una moltitudine di variabili che proprio non hai contemplato!! Mi piacerebbe ammorbarti per benino raccontandoti la mia situazione. Se riesci a darmi un minimo di speranza potrò dire che sei un geniaccio!!!! Ma ne dubito!

    ElianaReplyCancel

    • CiCCiO - May 5, 2015 - 3:07 pm

      Ammorba me e tutti gli altri Eliana!!!
      Attendiamo curiosi…ReplyCancel

  • chiara - June 30, 2015 - 7:36 pm

    già. Le aziende sono come le donne: devi girarne un po prima di trovare quella giusta. Anche adesso? anche in un periodaccio accio accio?
    sono tre anni che faccio lo stesso lavoro per tre aziende diverse. sempre a tempo determinato. A marzo mi ha assunta la seconda, a giugno (oggi) dovevo restare senza lavoro (solo con lavoretti piccoli) e riposare il cervello dopo due anni di forsennata vita solo lavorativa per incastrare tutti i lavoretti che mi sono capitati, con quelli grossi quando c’erano. Non sono MAI rimasta senza lavoro. A giugno sono entrata in questa terza grossa azienda. E…? sono implosa. Non voglio piu fare questo lavoro. L’ho capito solo ora: orari da gestirsi, è vero. Sempre in auto però. Sempre sola. Il ruolo di “presidio” del territorio per una azienda che vende (ma vuole vendere di piu), temo non faccia per me. Eppure finalmente avrei una pseduo stabilità per qualche anno. E’ come “aver sbattuto contro una porta a vetri”. Che fare?ReplyCancel

    • CiCCiO - July 2, 2015 - 10:06 am

      Che fare?
      Bella domanda, se lo sapessi te lo direi. Il problema è sempre quello: per sapere quanto è calda l’acqua del mare, devi sapere che tempo fa fuori.
      Bene, la cosa positiva è che “hai sbattuto”, come Neo in Matrix, hai cominciato a vedere.
      Sta a te ora, io quello che vedo è che sul piatto della bilancia, la tanto agognata stabilità, pesa meno di tutto il resto.
      Però, non mi hai detto qual è l’eventuale alternativa e se ne esiste una. Come consigliarti?

      Ciao!
      il CiCCiOReplyCancel

  • ginger78 - September 3, 2015 - 10:13 am

    Eccomi, ci sono anch’io! Giungo al tuo sito oggi per caso e già me lo sono spulciato per benino. In merito a questo post concordo con Stefano, io lavoro da oltre cinque anni in una piccola azienda e qui ti posso assicurare che la situazione è di mmm…elma! In più di cinque anni, mai visto un aumento, un premio (cos’è??), un bonus, un aumento di livello, ma neanche una cena aziendale o regali natalizi…ah per contratto non percepisco nemmeno la quattordicesima. Le ferie sono imposte e sfruttabili solo in determinati periodi dell’anno, lo stipendio mi viene dato il 10 o il 13 del mese successivo…che mi frega tanto il mutuo e la rata della macchina mi passano lo stesso sul conto il 1 del mese!! Ah aggiungo anche che il posto dista circa 2 ore da casa mia, il traffico ormai fa parte della mia vita, senza non ci so stare…è una vita d’inferno ti posso assicurare che mi fa sta facendo riflettere bene (ormai ci rifletto da 2 anni). Spendo circa 200€ al mese tra benzina e telepass…e soprattutto, nonostante la mia professionalità, e l’esperienza acquisita, non ci sono prospettive di carriera, anzi…almeno finché l’azienda sarà in mano a cugini – fratelli che non sono mai d’accordo ma tanto tra di loro non litigano, lasciano la patata bollente ai poveri dipendenti, che poi come fanno sbagliano…dimmi te che vita è questa!??
    Scusate la lunga risposta, sarò pure matta a mettermi in proprio…ma lo sono ancora di più a restare ancora attaccata qui, come un cane con la corda al palo!ReplyCancel

    • CiCCiO - September 3, 2015 - 1:40 pm

      Linda!
      beh tu sei al punto in cui devi mollare.
      Fai qualunque cosa, vendi enciclopedie, caldarroste, la ballerina, il mago, il presentatore, l’astronauta.
      Ma devi mollare un attimo il colpo.
      Poi che continuo a dirvelo per cosa: siete giovini!!!
      Due ore da casa e 200€/mese? mi ricorda tanto qualcosa…
      a volte cacchio la risposta è lì proprio davanti ai nostri occhi… secondo me spesso manca la domanda.
      Te la faccio io: ne vale la pena?

      Ciaoooo!ReplyCancel

  • Linda - September 4, 2015 - 7:48 am

    Ciao Massimo! grazie per la tua risposta e grazie per il “siete giovini” insomma io mica tanto…Sinceramente, no, non ne vale proprio la pena, sto valutando bene il da farsi visto che mutuo e bimbo piccolo sono comunque le uniche due cose che mi fanno stare attaccata al mio seppur misero, stipendio. I dubbi sono laceranti, ti giuro, andare o restare è il dilemma che mi sta togliendo il sonno negli ultimi tempi.
    Ma manca tutto il resto…anche quel briciolo di entusiasmo che avevo quando ho iniziato qui! Ero una saetta prima poi piano piano mi hanno ridotto al livello di autodistruzione…e depressione professionale…sto facendo un exl con i pro e i contro dell’andare VS restare e per ora gli “andare” stanno vincendo a mani basse!!!
    Sto pensando che la vita è una che forse dovrei essere più serena quando torno da mio figlio la sera (già non lo vedo tutto il giorno) vorrei essere un esempio per lui e non una che torna sempre nervosa, vessata da traffico e capi di mmmmelma e che mentre cucina smadonna…
    Bò la decisione è tosta, il mio progettino in testa ce l’ho già da tempo…vedremo da qui a breve che succederà o cosa farò succedere
    Grazie per il supporto!! anche solo scambiarsi idee e condividere timori qui, vale già molto!ReplyCancel

  • L'Ale - September 22, 2015 - 11:43 am

    Piena comprensione per Linda, ho fatto anch’io il foglietto (non EXL, un classico foglietto di carta riciclato da qualche vecchia stampa da buttare)con i pro e i contro. L’ho fatto almeno TRE o QUATTRO volte. Lavoro in Aziende pubbliche, ambito Sanità, da 15 anni, ahimè. Ogni volta che me ne sono andata è stato perchè sul foglietto vincevano i pro sotto la voce “vattene” e ogni volta a distanza di un annetto o due mi sono presa virtualmente a schiaffi gridandomi nella mente “machecca**ohaifatto!”. Sono convinta che non ci sia cosa peggiore di essere un dipendente con una coscienza alle dipendenze di un ente pubblico senza coscienza, è qualcosa che ti toglie la voglia di vivere. Ho vissuto per qualche anno cercando di togliermi la sete di giustizia, pensando di avere una mission, di poter cambiare il mondo e blablabla, ho parlato con tutti, forze dell’ordine, avvocati…niente, non c’è speranza. Un avvocato con rammarico mi disse che le cause per mobbing le vince sempre l’azienda, lui stesso ne aveva vinta una per un’azienda il cui dipendente querelante aveva palesemente ragione. Ho provato una tristezza ed una rabbia così ben mescolate tra loro per quel dipendente fatto a pezzi dal sistema. Sono uscita dallo studio legale, mi sono messa in macchina, pioveva forte ed io piangevo anche di più. Mi sono persa e sono arrivata a casa dopo due ore.ReplyCancel

    • CiCCiO - September 23, 2015 - 2:31 pm

      Alessandra, te ne sei già andata tre o quattro volte. Vuol dire che te ne puoi andare se vuoi!
      Perchè sei tornata poi? Paura? di cosa? cos’hai fatto nel frattempo?
      Se devi piangere in macchina sotto la pioggia, io credo tu abbia già tutte le risposte che ti servono…
      Sbaglio?ReplyCancel

  • L'Ale - September 23, 2015 - 10:09 pm

    Hola. Mi rendo conto che il mio commento scritto di getto, spinta dall’emotività, poteva essere poco chiaro…grazie per la tua risposta, è un bel gesto rispondere ai commenti secondo me, un segno di attenzione. Spiegare tutta la storia qui sarebbe troppo lungo. Cerco di sintetizzare.
    Il primo impiego era presso un’azienda ospedaliera universitaria, vincitrice di concorso, contratto full time a tempo indeterminato. Lavoro di M, orari così così, qualità della vita bassa. Lasciato con mobilità interaziendale per un’altra grossa Azienda ospedaliera. Lavoro di M, orari allucinanti, qualità della vita bassissima. Lasciato dopo sei anni, gli ultimi tre passati lavorando e studiando per laurearmi, diventare fisioterapista, fare un concorso e vincerlo: ente locale, contratto full time a tempo indeterminato. Lavoro così così, ambiente infernale, orari di M, qualità della vita infima. Perché non lascio? Per i seguenti, in ordine sparso e non di priorità:
    – il mutuo da pagare
    – l’assenza di qualcuno che paghi le bollette per me, nel caso non lo facessi io
    – la paura che, visto che ogni volta che ho cambiato è andata peggio, se cambiassi ancora potrei sprofondare ancora di più.
    – poter rimanere a casa quando ho 41 di febbre.
    L’unico modo per rendere il tutto sopportabile sarebbe avere la riduzione d’orario, e infatti sono arrivata al tuo blog digitando “come convincere l’amministrazione a concedere il part time”. Potresti fare un post sull’argomento??ReplyCancel

  • Alessandro - November 9, 2015 - 9:58 pm

    Ciao Ciccio, ho 34 anni e dopo 12 anni di lavoro in una piccola officina di 11 persone fra alti e bassi mi sono creato le mie abitudini e miei spazi fra orari imprevedibili , ferie ( le poche che ho fatto ) ti consentono solo di accumulare lavoro arretrato essendo la ditta chiusa solo i giorni rossi, stipendio non sempre puntuale( situazione economica aziendale sempre al limite a fine mese ) e titolare lunatico. Il lavoro invece mi piace la giornata mi vola e quello che guadagno è sufficiente x campare con moglie figlio a carico ( mia moglie a breve verrà assunta come infermiera ). ma periodicamente mi prende la fissa che in questo posto non avrò futuro , che sia un settore senza sbocchi , che tra 10 anni max o prima cmq chiuderemo perché il titolare raggiungerà l età pensionabile. Adesso tramite amicizie ho ricevuto una nuova offerta di lavoro a tempo indeterminato in un altra piccola neonata ditta da poco sul mercato , ma ho una tremenda paura di cambiare , devo comunicare la risposta entro pochi giorni .
    Le mie paure se cambio :
    Che il nuovo lavoro mi annoi chiuso in un ufficetto ( mentre adesso lavoro a contatto con i clienti )
    Solidità di una piccola ditta
    I pro se cambio :
    Orari e ferie
    Le mie paure se rimango :
    Vedo un timer di 10 anni che è partito ( non sto bene 😄) e penso che con il tipo di lavoro che faccio adesso non sia facile avere altre possibilità di cambiare in futuro .
    I pro se rimango :
    Lavoro che mi piace

    Godersi il presente ( finché dura)
    Oppure
    Buttarsi alla ricerca di un futuro con più certezze ma con 1000 incogniteReplyCancel

    • CiCCiO - November 11, 2015 - 4:36 pm

      Mah, Alessandro, per come si muove il mondo oggi, 10 anni sono praticamente infinito!
      Ma di cosa ti preoccupi! Magari non avrai pensione. Magari si. Magari sarai sotto mezzo metro di terra.
      Non hai nulla da perdere, siete già nudi dice Steve Jobs.
      Quindi che fare? Non so davvero ogni situazione è a se. Io credo solo che cambiare faccia bene e che ogni volta che cambiavo scoprivo che il lavoro che lasciavo non era così bello come credevo…
      C’è un mondo da esplorare la fuori, e si può sempre decidere di tornare a casa.
      😉ReplyCancel

      • tkal - December 6, 2015 - 3:32 pm

        Ciao Ciccio, mi sono imbattuto per caso sui tuoi post digitando ” non ne posso più – lavoro” . Pensa. Mi sono sbellicato dalle risate risate isteriche per non piangere in pubblico. È il ponte dell’Immacolata, lavoro più del solito, in pausa pranzo da solo in una pizzeria piena di famiglie con figli in visita a monumenti e piazze. I miei 2 figli a casa con mia moglie. Per di più il mio lavoro non mi è mai piaciuto per come è organizzato alla cazz d’cane 😂😂😂. Ma poi il capo , i capi sembrano mirare proprio a frustrarti al massimo. Il fatto è che davvero è arrivato il momento di levare le tende. Sono pronto io ma chi mi sta intorno no e la cosa mi preoccupa molto perché non voglio rovinare nulla a cui tengo veramente da una parte, ma nemmeno rimanere al guinzaglio del mio lavoro così per non dispiacere agli altri. Io non ho solo dei progetti, è da qualche anno che mi sto.muovendo e ho anche la possibilità di cambiare radicalmente con un paio di lavori precari ma entusiasmanti e anche molto redditizi piuttosto che con orari e condizioni gestibili. E poi posso anche mettermi in proprio qui in Italia o in Costa d’Avorio e sarebbe fantastico in tutti e due i casi. Ma, se o non ho paura di rischiare non posso pensare solo per me o a me e basta . Comunque grazie. Per quanto mi riguarda, il post per restare in azienda è solo divertente proprio perché non riflette la.mia situazione. 😂😂😂😂ReplyCancel

Tra le altre cose, il ritorno in azienda ha comportato una serie di cambiamenti.
Orari strani, sbattimenti vari. Correre la mattina diventa impraticabile. Decido perciò di iscrivermi in palestra.

Tipo, entro, mi cambio, saluto tutti secondo buona creanza, sorrido e mi comporto educatamente come mi ha insegnato mamma.
Metto le cuffiette, salgo sul tappeto rollante, corro 50′, stretching, doccia, saluto sorridendo, esco, torno in ufficio.

Alla seconda settimana vengo espulso con disonore dal titolare con le seguenti motivazioni:

1 – Sudo
In effetti mi rendo conto subito di essere uno dei pochi. Pare non sia d’uso. Taluni mi osservano e si interrogano sullo strano fenomeno.

2 – Non faccio society.
Non mi appoggio alle macchine a chiacchierare con le tipe. (non prima di aver messo l’asciugamano sopra l’attrezzo per non sporcarlo di sudore). Non ho una scheda personale che preveda 3 minuti di esercizio e 15 di recupero parlando di locali e cocktail con l’istruttore o la fiketta.

3 – Negli spogliatoi non parlo della macchina nuova e nemmeno dell’orologio.
Se quest’ultimo potrei forse cambiarlo una volta al mese prendendo un casio da 19€ su Amazon, per la macchina le cose si fanno complicate. No, non potrei nemmeno sostenere una conversazione in merito, ho preso Quattroruote qualche volta ma non sapevo dell’uscita del nuovo SUV di Porsche. Mio papà non ha una concessionaria Land Rover. Il venerdì sera non vado in Versilia in auto.

4 – Ho le magliette della Decathlon.
Non ho il completo da 100 metrista olimpico. Nemmeno i pantaloncini attilati con le strisce fluo di quella marca famosa e menchemeno una t-shirt con scritto Staff, Team scimitarra, Power Squad 2015, SuperGymTeamGreenFitSpakkotutt.

5 – Non ho dei guantini.
Tipicamente di rete e senza dita, alla Tazio Nuvolari. Per alzare dalle 4 alle 5 volte pesetti da 250gr. Non sono venuto con una Lancia Aurelia decapottabile

6 – Non cammino a braccia larghe.
Tipo stessi trasportando un paio di invisibili Samsonite piene di mattoni.

7 – Non ho allo stesso tempo i bicipiti alla braccio di ferro
E  la uanza di poldo sbaffini.

8 – Non ho un armadietto personale dove tengo barattoloni da 5Kg di pastiglie strane.
Tengo un Oki scaduto in borsa, non si sa mai. Per sicurezza ho una scatola intera di Imodium, quella si.

9 – Finito l’allenamento, non mangio barrette energetiche, non bevo bevande isotoniche.
Se per reintegrare devo assumere le calorie di una parmigiana di melanzane, preferisco la parmigiana di melanzane.

10 – Faccio il tappeto o la cyclette per più di tre minuti.
Tipicamente si affianca uno, sguardo di sfida tipo portoricano con la macchina truccata al semaforo. Comincia a correre come un dannato per tre minuti. Al quarto si accorge che comincia a sudare. Molla, stacca scende e mi guarda come dire: “Fratello, tu si che sei un cazzuto Iron man!”

Fratello che vai in palestra, non te la prendere, è per farsi due risate!

  • Silvana - January 28, 2015 - 1:56 pm

    Ciao, io non vado in palestra perchè dopo aver letto le tue motivazioni ho riso tanto che i miei addominali rimarranno in forma per almeno un mese!!
    Scherzi a parte concordo con tutto, ma proprio tutto (eccetto l’oki……il mio nn è scaduto!). Al momento, mentre sono in pausa dal mio logorante lavoro, potrei essere in palestra a correre su un tapis roulant mentre le mie tre pance rimbalzano felici e le tette sembra che mi si strappino dal petto ma no! Silvana ha detto no alla palestra e si alle brioche e alla fanta. Prima ero palestrata (tutto fatto in casa) ma poi il lavoro mi ha distrutta (e già qui potresti capire che sono arrivata a questo post attraverso quello con i buoni motivi per lasciare il lavoro) e mi sono lasciata andare. La forma fisica ha deciso di fare il giro del mondo ma prima o poi tornerà. Per il momento ho già abbastanza stress lavorativo addosso senza bisogno di irritarmi perchè a cena c’è una carota o perchè in palestra, pur essendo una donna, sudo come un muratore sotto il sole d’agosto e le fighette mi guardano come fossi uno scarafaggio. :) ed ora, dopo la bella risata che mi hai fatto fare, ti ringrazio e salto in macchina per tornare in ufficio dove il capo mi aspetta perchè “abbiamo tante cose da fare” (ovvero io dovrò spaccarmi). Ma rimanto sintonizzata…questo blog merita!!!!ReplyCancel