Come usare il flash in chiesa, perché no, durante un matrimonio

Ok i tuoi amici ti hanno convinto a riprendere il loro matrimonio con la reflex che ti sei preso a natale perchè le foto che hai fatto a gatti, fiori e tramonti sono una figata.
Sono ironico ma solo un pezzettino. Si comincia tutti da lì. Me compreso.
Bene, volevo solo avvertirti che stai per fare un disastro come a suo tempo “feci” io. “Feci” è tra virgolette mica per niente.

Bene, qualcuno è convinto che weekend warrior e dopolavoristi e amatori evoluti siano una minaccia per il mercato.
Io la penso diversamente e vorrei, per quel poco che posso, cercare di dare una mano, più che a loro, agli sposi!
Ho pensato quindi di postare qualche consiglio, niente roba da gran visir dei mastri sucador dell’ordine dell’elite intelletuale dei fotografi di matrimonio.
Piuttosto due cose spicciole che uno può subito mettere in pratica al prossimo matrimonio.
Troppe chiacchiere, pronti via.
Il primo consiglio vorrei darlo sull’uso del flash.
Se stai pensando di affrontare un matrimonio senza un flash in borsa… ahia…
Dunque intendiamoci, è possibile che tu non debba nemmeno tirarlo fuori dalla borsa ma, a meno che tu non conosca già la chiesa, ci abbia già scattato, con le stesse luci che ci saranno quel giorno e a quell’ora, non puoi sapere che grado di tenebra ti attende.
E, ti do una brutta notizia: la tua lente di kit che alla focale più corta arriva a f/5.6 non ti sarà di grande aiuto e farà calare l’oscurità fuori e dentro di te.
Ora, ci sono fior di fotografi che RIFIUTANO l’uso del flash e sono maestri della luce naturale. Non se lo portano il flash, anzi spesso manco se lo comprano.
Uno su tutti, Jeff Ascough per il quale il flash è “Volgare ed intrusivo”
PERO’, dire “Io scatto solo in luce naturale” non vale se:
-Lo scambio degli anelli lo fai fare col flash al tuo assistente.
-Fai solo matrimoni fra stranieri sulla spiaggia
-In chiesa scatti poco per non essere poco rispettoso
-Fai alzare tutti dopo i primi perchè le foto ai tavoli non sono il massimo e c’è un bel giardino
Vale invece se:
-NON LO USI PERCHE’ E’ UNA TUA PRECISA SCELTA TECNICA E ARTISTICA E NON PERCHE’ NON HAI AVUTO TEMPO DI LEGGERE NEMMENO IL MANUALE
Hmmm… provate a fermarvi qui, e dare un occhio ai lavori di questi due:
Hoffer Photography
Robert Burress
Ne ho presi due ma la lista è lunga: guardatevi come si usa e come si può usare durante un matrimonio.
La parola d’ordine è “Off Camera”. Se ne ignorate il significato e non sapete cos’è Strobist, questo post non è per voi: fermatevi e ritornate fra 6 mesi quando la scimmia da trigger wireless e flash in manuale vi avrà logorato.
Bene, supponiamo che abbiate sto benedetto flash e che lo stesso usi qualche forma di automatismo (x-TTL per i più smaliziati) Diciamo che in genere il flash della stessa marca della fotocamera funzionano con qualche automatismo appunto.
Questi automatismi, tramite un sistema molto sofisticato, consentono al flash di valutare l’esposizione con un debole lampo di potenza nota ed emettere immediatamente dopo un lampo di potenza adatta a raggiungere l’esposizione corretta.
In pratica ogni volta che il flash scatta, si tratta in realtà di una sequenza di lampi, talmente rapidi e ravvicinati da non essere distinguibili.

Provate però ad impostare un tempo lento, molto lento come 3sec e il sincronismo sulla seconda tendina: vederete due lampi di potenza differente ad un intervallo di 3 sec appunto. (Se non sapete cos’è il sincronismo sulla seconda tendina, non dovete sentirvi in colpa)

Tutto questo per dire che usando il flash in automatico, abbiamo un parametro in meno di cui preoccuparci: la potenza del lampo è decisa dal flash (e dalla fotocamera)

Bon possiamo quindi sparaflessciare senza ritegno i faccioni di sposi e invitati?

Bah, non è il massimo come idea anche se…

In realtà, la sparaflessciata è il modo migliore per portare a casa il risultato. CHE E’ UNA COSA FONDAMENTALE A UN MATRIMONIO.

Ricordo sempre a chi lavora con me di METTERSI IN SACCOCCIA IL DOVUTO.
Poi eventualmente cercare la cosa migliore dal punto di vista tecnico, compositivo, artistico.
E poi cercare di metterci del nostro, qualcosa che sarebbe rischioso se non avessimo le foto di cui sopra. Non si può scherzare coi ricordi degli sposi solo perchè ci sentivamo ispirati e creativi e abbiamo sperimentato. Intendiamoci, va fatto ma sempre e solo DOPO  avere delle foto formalmente e tecnicamente ineccepibili.

Dico sempre anche questo: “Le centinaia di foto poco significative tecnicamente sono quelle per cui ci pagano, quelle decine creativamente differenti sono quelle per cui ci scelgono.”

Quando cominci a citare te stesso è il momento di porsi delle domande…

Quindi abbomba, si, spara un bel lampone sui malcapitati, controlla al volo composizione, esposizione e fuoco, rispara perchè è un controllo piuttosto sommario e passa alla fase due. Mi raccomando, non fare mai un solo scatto di un dato momento anche se sull’LCD ti sembra una roba da esporre al Louvre. NON TI FIDARE dell’LCD per fuoco ed esposizione (al limite usa l’istogramma)

Idealmente, e questa è una cosa che fa la differenza fra un professionista esperto ed un amatore, dovresti esserein grado di valutare una serie di cose essere a scatto effettuato, senza guardare il display.

Ora, c’è tutto un mondo affascinante dietro e quando i corsi cominciano con l’etimologia della parola “fotografia” il messaggio che vi danno è molto più significativo di quallo che sembra.

Scrivere con la luce è esattamente quello di cui si tratta. E senza menarla sulle qualità della luce, sappiate che è possibile ottenere risultati molto diversi stando nello stesso posto, nella stessa posizione, con la stessa attrezzatura.

La luce ha delle proprietà che è fondamentale conoscere per poter poi gestire e modificare a proprio gusto e piacimento.
Senza esagerare con le menate, e tornando a parlare del succo della questione, ecco un piccolo esempio: mentre baby godzilla si riposa subito dopo un Vai Diego o Dora l’esploratrice ecco come semplicemente facendo rimbalzare il flash su una parete può portare a risultati differenti.

In questo caso a fare la differenza sono principalmente due fattori:

1- L’intera superficie su cui si riflette il flash diventa una grande sorgente luminosa. Grandi sorgenti, o meglio sorgenti dalla grande dimensione apparente, producono sul soggetto luci o se volete ombre, morbide. Il passaggio tra luce e ombra non è così marcato come nel caso di luce dura, generata solitamente da sorgenti di luce puntiformi,o apparentemente tali. Dico “Apparentemente” in quanto il fatto che una sorgente luminosa venga percepita come grande o piccola, dipende dalla distanza della stessa dal soggetto. Il sole, ad esempio, pur essendo enorme, produce ombre nette e marcate e una luce molto dura ed è quindi a tutti gli effetti una sorgente puntiforme. Le cose si fanno differenti se di mezzo c’è uno strato di nuvole o se lo stesso sole rimbalza su una parete di un palazzo ad esempio.

2- la luce assume direzionalità, arriva quindi dalla parete e questo contribuisce a dare tridimensionalità al soggetto.

Va prestata attenzione ad un paio di cose. A volte vedo gente scattare in esterni con il flash puntato verso l’alto. Dando per scontato il fatto che non si tratti di una dimenticanza, mi chiedo che senso possa avere. Il flash va fatto rimbalzare da qualche parte e, no, il sole non è il migliore dei pannelli riflettenti, sopratutto con un numero guida 58, ecco. Tenete poi presente che oltre a direzione e durezza, andrete a modificare un’altra caratteristica importante della luce che è il colore. Se le pareti sono colorate, la luce si colorerà di conseguenza. Sotto trovate un esempio lampante: La foto di sinistra è stata scattata puntando verso il soffitto della chiesa. Quella di destra puntando a destra. Si noti come oltre ad essere molto più morbida e  senza “Specular highlits” la luce di destra di è colorata delle pareti della chiesa.

Scusa Ste, non volevo pastrugnarti tutta la faccia!

Quindi, sotto col rimbalzo.

Un consiglio: cercate di godervi la cerimonia. Troppo spesso vedo gente che passa il tempo a guardare l’LCD o trovare la posizione migliore per il prossimo scatto invece di guardare quello che sta realmente capitando.

La fotografia è l’occasione per fermare un momento che abbiamo vissuto e non per surrogarlo, per sostituire un attimo reale con uno si più duraturo ma svuotato di emozioni. Lo so, questa me la potevo evitare, ormai è qui.

 

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Comments

  1. Daniele

    Un paio di dubbi mi turbano l’anima:
    1. ma il soffitto di una chiesa non sarà troppo alto per farci rimbalzare un flash???
    2.Ma gli sposi sull’altare non saranno troppo lontani dal muro più vicino per ricevere la luce fatta rimbalzare dal flash???

    Sarà capace il mio fido 430 di cotanta luminosità???

    dubbi…incertezze…perplessità.

    Ciao

  2. CiCCiO

    Eh no Daniele, Fosse anche basso, non sarebbe l’idea migliore quella di far rimbalzare il flash sul soffitto. La luce arriverebbe dall’alto, producendo ombre bruttissime sotto le arcate sopraciliari, il naso e il mento.
    Rispetto a una parete, il tuo 430, NG 43 a f/4, iso 400 ha una copertura di 30m (fonte: http://www.foto-grafica.it/corso%20fotografia/flash.htm) vuol dire che avessi la parete a meno 15 metri (andata e ritorno) dovresti essere tranquillo.
    Se non sei a S.Pietro vai liscio!
    Certo, il 430 non è il massimo in termini di potenza ma si fa il meglio con quello che si ha!

  3. matteo

    salve ciccio,

    premetto che ho un matrimonio, il primo che mi capita, a fine mese di giugno.
    Ho una d90, un 18-105 vr e un 55-200 vr e ho appena ordinato un flash, un nissin Speedlite Di866 Mark II per Nikon.

    Non mi spaventa la questione, ma più che altro la preparazione. Sto leggendo molto e ho beccato un po di consigli anche qua.

    Perciò ti chiedo; la migliore posizione del flash, in quasi tutte le occasioni se possibile in chiesa, è quella del rimbalzo con il lampeggiatore puntato al soffitto?

  4. Post
    Author
    CiCCiO

    Ciao MAtteo, spero di essere ancora in tempo a risponderti. No, niente soffitto. se è basso ok, la luce colpisce il soffitto e si riflette sulle pareti altrimenti il richio è quello di occhi appanda, baffetti allaadolfo, ombre pessime. L’ideale è un rimbalzo laterale in maniera che la luce non sia in asse con l’ottica. E se è il caso compensa. fai qualche prova vedrai che non è cos’ difficile come pare.

  5. matteo

    Grazie mille per la risposta Ciccio.
    Pare che sarà una chiesa veramente molto piccola, una vecchia chiesa campestre, sia in ordine di posti che come struttura totale.
    Quindi credo che sarò veramente attaccato agli sposi.
    In caso ti posterò un link con una foto di esempio, per farti qualche ulteriore domanda!

  6. Claudia

    “Le centinaia di foto poco significative tecnicamente sono quelle per cui ci pagano, quelle decine creativamente differenti sono quelle per cui ci scelgono.”

    Dopo aver lavorato come assistente per un fotografo, posso solo dirti “mai frase fu più azzeccata di questa!” 😀 Complimenti per l’articolo!

  7. Gianluigi

    ciao e complimenti per l’articolo molto utile, domani ho un battesimo da fotografare e al momento del battesimo si saranno di sicuro 4 o 5 persone intorno al bambino o comunque oggetti che farebbero ombre varie se facessi rimbalzare la luce sul muro laterale…come posso fare in quel caso? io di solito metto il flash a 45 gradi con solo il pannellino bianco estratto..ma toglie profondità alla foto…come posso fare?

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