In edicola

“Povertà oggi”, “Italia Povera”, “Nuova Miseria”. Su una di queste riviste ci avrei visto bene qualche mia foto. Ma siccome al destino non manca il senso dell’umorismo, ecco che a pag. 24 del numero di giugno di “Millionaire” trovate due miei ritratti di Chiara e Simona, le ragazze di Chicchi D’Arancio.

 

Senza nulla togliere alle ragazze, mi sarei occupato volentieri anche della copertina:

STEFANO G. - June 23, 2011 - 1:47 pm

nel caso ti dovessi occupare di una copertina così, chiamami che ti reggo l’ombrello parasole….

Beddu - June 23, 2011 - 4:46 pm

Anche io sono disponibile per questo tipo di copertine!!!!

Paolo - June 24, 2011 - 9:06 am

Io mi offrirei come spalmista professionista….

Paolo+Mara

Cioè io sono uno che piange a vedere Cars anche dop 52 volte di seguito.
Questo per dire quanto sono predisposto a commuovermi. Nonostante questo, per non perdere in immagine, darmi un tono e comportarmi professionalmente, ai matrimoni mi trattengo sempre.

A sto giro è stata dura. La cerimonia di Paolo e Mara è stata veramente densa di emozioni e ad un certo punto piangevano talmente in tanti che mi sono messo a piangere anche io.

A dispetto del suddetto momento topico, il resto della giornata è stata una vera festa, grazie soprattutto ai cari di P+M, persone schiette e genuine che ancora una volta ci hanno fatto sentire come in famiglia.

La cerimonia ha avuto luogo presso la Chiesa di S. Maria Della Neve Di Genzone, i festeggiamenti invece alla suggestiva Rocca di Montalfeo

Basta chiacchiere e sotto con le foto (e per chi se lo fosse perso, qui il PRE):

Lorenzo Poli - June 21, 2011 - 9:54 pm

Non scherzi affatto :-)
Veramente belle foto, un punto in più per la ricerca di riflessi e dettagli veramente strepitosi.

Bravissimo,
Lorenzo

max - June 23, 2011 - 2:02 pm

Lorenzo…non so cosa dire :-) Grazie ;-)

Mara - September 9, 2011 - 10:23 am

Va bè….potrei sembrare un po’ di parte, ma queste foto sono semplicemente MERAVIGLIOSE…..

Paolo+Alessandra e il pre

Per quanto vada matto nel fotografare persone, la parte migliore del servizio pre è il post, cioè quando le foto ormai sono andate.
Ci si siede, tutti rilassati a quel punto, e si fanno due chiacchiere, magari davanti a uno Spritz.

Siccome sentire la parola “Spritz” mi fa lo stesso effetto che  ”Frau Blücher” fa ai cavalli di Frankestein Jr. non mi tiro mai indietro. Il problema è che ho la stessa soglia di sopportazione dell’alcool di topo Gigio che andava in video sempre ciucco e a quel punto attacco a chiacchierare a macchinetta.

Divago.

Quello che stavo dicendo è che appunto la parte migliore è quella dove si chiacchiera, del prossimo matrimonio chiaramente ma anche inevitabilmente di tanto altro.
E di solito salta fuori quanto persone che già reputi interessanti abbiamo mille e mille cose interessanti da dire.
A sto giro è toccato a Paolo e Alessandra beccarsi un fiume di parole senza alcun senso su fotografia, vita e aperitivi, in ordine crescente di importanza.

Siccome però loro sono due che, come diciamo noi giovani, ci stanno dentro dibbrutto o perlomeno sono abbastanza educati da nascondere il fatto che gli sto facendo crescere le cozze sotto le ascelle,  va a finire che passiamo più tempo a chiacchierare che a fare foto: questo mi piace del mio lavoro!

Il primo che ride perchè ho detto “lavoro” gli viene il cimurro.

Veniamo al sodo. Appuntamento dai ragazzi che ci tenevano a fare il pre nel centro sportivo in cui si sono conosciuti. Dopo una settimana di telefonate a cui risponde un filippino in livrea in lingua non proprio autoctona, Paolo conclude che il posto non è proprio nelle più presentabili delle condizioni.

Decidiamo quindi di lasciare intatto nell’immaginario dei ragazzi il posto come lo ricordano e optiamo per un parchetto pubblico in zona.

Non c’è neanche bisogno di scaldare l’ambiente perchè i ragazzi sono belli tranquilli davanti all’obiettivo. Paolo e Alessandra sono però due sportivi e fiutano un campetto da Beach un po’ come io fiuto le strade con l’autovelox.

Così mentre io sudo semplicemente cambiando ottica, loro mettono in palio lo spritz e si sfidano all’ultimo sangue.

Escono come due fiorellini dal campo mentre io grondo come un cammello.

Per fortuna è ora dell’aperitivo. Lì sudo ma ho buone possibilità di portarlo a casa io il risultato. Un po’ meno di portare a casa la patente.

Eccoli, spettacolari:

Maurizio Di Rienzo - June 18, 2011 - 11:59 pm

Mi sono imbattuto per caso nel tuo sito. Complimenti per le tue foto e per la parlantina. Ciao.

max - June 20, 2011 - 3:09 pm

ehe Maurizio, grazie a te per i complimenti, “parlantina” non me l’aveva mai detto nessuno ;-)

Giorgio+Giuliana

Questo è un post un po’ più lungo degli altri.
Non perchè il matrimonio in questione sia più importante degli altri, ma semplicemente perchè un po’ diverso nella logistica visto che si è svolto a 736km da casa mia.

Succede che Giuliana è la cugina di Ornella. Ornella si sposa nel 2009. Giuliana vede le foto del matrimonio e decide di chiamarmi per riprendere il suo.

E così si parte il venerdì di buona mattina (ma buona parecchio) Pavia-Milano-Napoli-Caserta. Dopo circa 8 ore sono a destinazione. Il tratto più interessante è il Napoli-Caserta. Sul regionale in 30′ praticamente conosco tutta la carrozza. Quando arrivo in stazione ad attendermi ci sono lo sposo e la sua futura cognata. Mi salutano e vengono travolti da una signora che mi dice buon lavoro e complimenti per le foto, sulla fiducia visto che non ne ha vista una. Forse dovrei vendere aspirapolvere se davvero trasmetto tutta sta fiducia.

Mi portano in albergo ma con una sosta per un caffè in pasticceria. Le differenze tra una regione e l’altra si vedono spesso nelle piccole cose e abitudini: il caffè arriva di default con un bicchiere d’acqua.
Inevitabilmente, per quanto uno abbia lavorato a Napoli per un po’, abbia girato il mondo e l’Italia, quando ci si sposta dalla propria casina, alcuni stereotipi vanno affrontati.

Primo su tutti, il timore per l’attrezzatura. I ragazzi mi hanno preso in giro tutto il tempo perchè non lasciavo la borsa in macchina e viaggiavo come uno sherpa: “Ecco che esce il milanese che non si fida dei meridionali!”

Ragazzi:

1. Chiedete a mia moglie, non lascio mai MAI l’attrezzatura incustodita. Neanche in casa e nemmeno in studio. Piuttosto la porto con me o la smollo da amici e parenti.

2. NON SONO di Milano ma di Pavia. Anzi sono nato in PROVINCIA di Milano e abito in PROVINCIA di Pavia.

3. Se lasci un notebook o qualcosa di valore nel bagagliaio a Valle Salimbene come ad Arsago Seprio te lo aprono tempo zero, pure se scendi per andare a prendere il pane. Ma come diavolo fanno? Chi è che sa come fanno? Vanno precisi, lo sanno di sicuro, è capitato a troppi. Divago.

Vabbè a parte le cose inutili, facciamo qualche sopralluogo a casa della sposa e in chiesa, il tutto guidato dalla efficientissima Almerinda, sorella della sposa che praticamente mi adotta per tre giorni.
Tempo di fare una doccia e dormire 13 minuti ed è ora di cena.
Altro default pare sto antipasto di fritto, supplì, olive, verdure, friarielli, paste cresciute e una pezzonia intera che ha il fabbisogno calorico medio di una famiglia di 4 persone. Un’altra cosa che mi stupisce è che prendono tutti una margherita. Mi sento ad ogni minuto sempre più provinciale fuori dalla mia zona di comfort e rinuncio alla mia prosciutto e zola. “Margherita anche per me!” con un tono che lascia sottintedere un “Naturalmente…”

Finità la uizza, Giorgio il futuro sposo ha organizzato una sorpresa per Giuliana: una bella serenata.

Ora, Giuliana non è che abiti proprio nella casa nella prateria. Anzi, il cortile di casa si presta bene ad incanalare l’acqua proveniente dalle varie finestre sul povero sposo.

Tutto però fila liscio e si conclude con delle vassosiate di cornetti assortiti. Di seguito un documento:

Tempo di dormire 3 ore e via.
Mi smollano la macchina dello sposo e qui salta fuori un altro luogo comune: quello della guida. In realtà devo dire che una volta acquisite alcune basilari norme di utilizzo del clacson, destreggiarsi nel traffico casertano non è nulla di che. Niente per uno che ha già guidato a Roma o peggio Milano. E soprattutto lontano dalle scene da far west vissute in prima persona che si vedono a Napoli tipo due taxisti che si fronteggiano su un marciapiede.
Giorgio e Giuliana riescono a non vedersi pur preparandosi sullo stesso pianerottolo.
Si sposano nella bella chiesa in cui Giuliana sognava di sposarsi fin da piccola con un uomo in divisa.
Giorgio è sottufficiale degli Alpini e all’uscita di chiesa attende gli sposi un picchetto d’onore dei colleghi dello sposo: è proprio il caso di parlare di un sogno che si avvera!

Il sogno è tanto più bello in quanto si tratta in realtà di un battesimonio: si battezza la piccola Chiara durante la cerimonia!

A cerimonie ultimate ci si sposta poi in una tenuta vinicola nel beneventano per festeggiare l’evento.

Qui finalmente e fortunatamente un luogo comune si conferma: si mangia e si mangia bene!
Io per evitare di arrivare a fine stagione con 10kg di più e perchè comunque mi piace continuare a scattare, mangio sempre nulla ai matrimoni. Qui faccio fatica a rifiutare il cibo, sia per profumo e aspetto che per il calore con cui mi viene offerto da ogni dove.

Una bella giornata quindi accompagnata da balli, canti e tante belle emozioni.
Che per chiudere in bellezza viene sigillata con qualche cornetto al cioccolato rientrando a Caserta!

Mi viene vietato di prendere un taxi per andare in stazione e i ragazzi si propongono di accompagnarmi loro. Precisi come un fuso si ripresentano la mattina dopo solo 4h in albergo per prelevarmi. Mi accompagnano in stazione quindi e aspettano con me. Quando Angelino autolinee tarda e rischio di perdere il frecciarossa per Milano, mi caricano in auto e mi portano fino a Napoli.

Salgo in carrozza pronto a collassare ma mi si siede a fianco il bassista che suona nel gruppo che accompagna Massimo Lopez. Abita vicino a me. Ha suonato con questo e quello con cui ho suonato anch’io! Tiriamo fuori i rispettivi iPod ci scambiamo le cuffie.

Per dormire c’è tempo.

Finalmente arrivo a casa pronto ad entrare in stato di morte apparente.

Apro la porta e sento: “Papà ti ho fatto la torta! Giochiamo con le macchinine?”

No, non c’è tempo di dormire e direi che va decisamente bene così.

E finalmente qualche foto dopo tante chiacchiere inutili:

 

Gianky73 - June 8, 2011 - 12:29 pm

Ahaha spettacolare questo racconto! E complimenti per le foto, davvero belle.
Girando sul web in cerca di ispirazioni fotografiche mi sono imbattuto nel tuo blog… Abbonato subito via rss… :-) sei un grande!
Una domanda, visto che sono anche io ossessionato dalla mia attrezzatura fotografica: con che borsa la porti in giro per lasciarla ad amici e parenti? Mi sta frullando in testa la stessa idea!
Ciao e grazie… E complimenti ancora per foto e blog!

max - June 8, 2011 - 1:00 pm

Eheh grazie Gianky, con te e mia moglie siamo già in tre ;-)
Se hai un po’ di pazienza sto giustappunto scrivendo un post su come infilo tutto in borsa e zaino a seconda delle situazioni! ;-)
A prestissimo!
max

GIULIANA - June 8, 2011 - 4:35 pm

W MAX IL FOTOGRAFO….MI HAI FATTO COMMUOVERE…ORA ATTENDIAMO IL RESTO DELLE FOTO :D BACIONI DA NOI 3

Stefania - June 9, 2011 - 9:16 am

Succede che Stefania è amica di Giuliana, vede le foto del matrimonio e decide di chiamarti per riprendere il suo… a Bari stavolta!! :D Però c’è tempo… ;) Ancora complimenti Max!

max - June 9, 2011 - 9:26 am

Ahaha che piacere immenso sarebbe! Quanto tempo c’è non lo sai mai, io mi sono sposato in due settimane :-D E tranquilla che al caffè ci penso io :-P Complimenti a voi, amiche fantastiche e sicuramente il tavolo migliore ;-)

nello odierno - August 10, 2011 - 2:24 pm

ho aspettato tanto prima di scriverti un commento,un po per timidezza, un po per conoscerti meglio fotograficamente..
ma ora essendo campano mi sento in dovere lasciare un commento a questo post ma anche in generale al tuo blog/sito.
complimenti advvero per le foto ma piu che altro alla simpatia e alla visione che hai del tuo “lavoro”..okok sto ridendo.mi verrà il cimurro.sono anche io un fotografo ma non di matrimoni ma come a tutti i fotografi mi piacciono i dettagli e tu ne catturi tanti e giochi molto bene con la luce..complim..condivido con te tante cose,i momenti pre e post foto e la flessibilità nel muoversi in nuove situazioni guardando il tutto sempre con occhio fotografico..pensavo di essere solo io il pazzo di foto e di vita…grazie.
buon lavoro e spero di leggere ancora i tuoi racconti fotografici.

admin - August 10, 2011 - 2:33 pm

Nello,
che dire… un commento come il tuo ripaga di tutto gli sforzi fatti per vivere di quello che è la nostra passione! Bene, siamo già due pazzi, andiamo avanti così e rischiamo di metterli in minoranza!!!
A prestissimo, la prossima volta che mi faccio una gita in Campania ti avverto ;-)
Ah, vai tranquillo che mi pare che il cimurro sia una malattia che colpisce solo i cani :-P

Immagini veramente false

Della foto che vedete qua sotto, qualcuno mi ha detto: “Ke Kulo”, qualcuno che ho saputo cogliere l’attimo.undefinedIn realtà si tratta di una foto piuttosto costruita. La fida Margherita (okkio, il sito è under construction visto che glielo sto construction io) abile fotografa nonchè neo acquisto del team FuoriFuocoStudio è appena fuori inquadratura sulla destra. Si è presa un estremità del velo e al mio segnale ha scatenato l’inferno. Molto più semplicemente ha scagliato il velo in aria: quella che vedete è la mia preferita di una raffica di scatti.

La domanda che pongo ai tre lettori di CiCCiO.it (tolti me e mia moglie [marta, lo leggi CiCCiO.it vero?] chi è il terzo?) è:

Vale lo stesso come foto? Cioè, sapere che chi ha scattato non ha in realtà colto un attimo ma costruito un’immagine toglie valore alla stessa? (per quanto poco valore possa avere questa foto per chiunque tranne i fantastici ragazzi della foto) Oppure l’importante è il risultato finale e ognuno ci legge quello che vuole in un’immagine?

All’uopo ho creato un simpatico sondaggino. Ho messo tre opzioni così se votiamo tutti e tre possiamo eventualmente contemplare l’ipotesi di un pareggio.

Spazio aperto a commenti naturalmente. Ringrazio sin d’ora che vorrà evitare di scegliere la terza opzione.

A voi.

[poll id="1"]

Neoz - June 7, 2011 - 10:42 pm

Ahhhh … al diavolo l’etica !
L’obiettivo è creare una fotografia valida, il resto sono solo chiacchiere.
Hai realizzato una bella foto ? Si.
A noi fotografi non interessa come ;-)

Stella - June 7, 2011 - 11:27 pm

Io sono il terzo!
me lo chiedo spesso anche io con i quadri. Ma sai cosa?
Tu rispondi: eh in effetti è stato un colpo di fortuna, nel quale ho proprio saputo cogliere l’opportunità al volo.

Chi lo saprà mai?

E’ come a danza o durante un concerto (certo, se suoni Per Elisa, non vale): il pubblico non conosce il pezzo, se sbagli…un sorriso e avanti, come se niente fosse.

moro - June 8, 2011 - 9:52 am

Beh, io che mi sento uno dei tanti terzi lettori del tuo blog, sulla domanda che ti poni, voglio permettermi di esprimere il mio pensiero non a pieno rappresentato nelle tre opzioni.
Solo la prima parte della terza risposta mi trova d’accordo, “ma che domanda è?”
La bellezza di una foto o la “validità” (come la chiami tu) è assolutamente soggettiva e ciò che rende speciale una foto è la reazione che scatena nell’osservatore.
Quindi, lo scatto in oggetto potrebbe suscitare infinite emozioni: ad un fotografo esperto potrebbe non sembrare perfetta per un livello non bilanciato dei colori (non capendo niente di fotografia ho detto una cosa a caso), ai due ragazzi nella foto risulterà sicuramente fantastica in quanto stupendo ricordo di un giorno probabilmente magnifico, nella madre dello sposo potrebbe suscitare sentimenti di rammarico in quanto il suo figliolo l’ha abbandonata per andare a vivere con un’altra donna, ad un attendo osservatore potrebbe sembrare artefatta considerando che il velo vola così in alto rispetto al vestito che striscia completamente a terra a che ha addirittura alcune pieghe vanno nella direzione opposta rispetto al velo.
Concludendo, che tu faccia lanciare il velo ad una tua collaboratrice o alla nipote dello sposo, che tu utilizzi un ventilatore gigante o un compressore, che tu riesca a calcolare i moti ventosi o che tu riesca a cogliere fortunosamente il momento perfetto di un soffio di vento non è un grosso problema. L’unica cosa su cui ti devi concentrare è essere te stesso, seguire il tuo istinto e continuare a regalarci le fantastiche emozioni che fino ad oggi sono scaturite dalle tue foto, senza farti troppe seghe mentali.

max - June 8, 2011 - 9:59 am

Ti voglio bene. Ma già lo sapevi…

luca - June 8, 2011 - 1:45 pm

bella foto. fatta bene, intendo. lo sfuocato sulla colonna, gli sposi decentrati, la svisata del velo in corrispondenza del balconcino e tutto il resto…bella foto, ciccio. il resto sono scelte personali, stile, marchio di fabbrica, sintassi e grammatica di un linguaggio privato-pubblico. sarebbe come chiedersi se è più foto uno scatto di koudelka o di crewdson.

max - June 8, 2011 - 4:23 pm

Che acume critico, zio banana…

Dario - June 8, 2011 - 4:29 pm

Secondo me l’importante è solo ed esclusivamente il risultato finale, le emozioni che suscita, il salvare la foto da qualche parte per andarsela a riguardare oppure fermarsi cinque minuti ad osservarla interrogandosi su come sia stata realizzata (e qui marzullianamente mi chiedo…ma se la foto fosse stata di poco conto, mi sarei fermato a guardarla?)…poco importa se a muovere il velo della sposa siano stati i sette nani uno sulle spalle dell’altro, una provvidenziale folata di vento o il decollo dello shuttle!

ps: non è da tanto che leggo questo blog…conto almeno come mezzo lettore?

max - June 8, 2011 - 4:45 pm

Dario per il semplice fatto che lo leggi, aggravato dal bel commento, vali per tre di lettori!
A sto punto dico a mia moglie che può smettere di seguirlo ;-)

filippo - June 8, 2011 - 5:03 pm

anni di sgambettamento a portare obiettivi e montare cavalletti al seguito di mio padre, mio zio e alcuni fotografi famosi che non cito per non tirarmela che venivano a fare “lezione” al loro circolo mi ha insegnato tre cose:

1- le foto spontanee e naturali sono le piú belle.
2- tra le foto spontanee e naturali, quelle piú belle di tutti (quindi le belle tra le belle, mica tarocco!) sono quelle costruite in modo da sembrare spontanee.
3- io proprio non sono tagliato per la fotografia.

mio padre, mio zio e pure mio cognato continuano a pubblicare libri e fare mostre.
io meglio che mi limito alle foto del mio pollice scattate con lo smarfon di mia moglie.

baci alla sposa.

filippo - June 8, 2011 - 5:05 pm

aggiungo: ma allora questo é un blog? ne avevo sentito parlare di ´sti cosi…

Fra - June 8, 2011 - 6:46 pm

la foto resta bellissima lo stesso! ma come fotografo veramente bravo dovresti pensare che:
1. a me che non sono nessuno dei due sposi piace così e infatti ho votato 2…
2. ma la sposa si ricorderà sempre che non è stato un colpo di vento ma un “aiutino”…
no???

cmq aklla fine chissenefffrega, ho votato la 2 :-) ))

Dario - June 9, 2011 - 10:39 am

Riguardo al punto 2 di Fra…la domanda è lecita…la sposa, vedendo la foto tra qualche anno, ricorderà l’aiuto del pubblico per costruire la foto o sentirà “le farfalle” alla pancia ricordando un giorno decisamente unico…???

Nel mio piccolo posso dire che ho elaborato un paio di hdr del mio ultimo viaggio negli Stati Uniti, si tratta di foto all’alba, rivedendole a distanza di mesi (pur sapendo che sono artifizi delle mie scarse competenze informatiche) mi capita ancora di essere trasportato la, sul bordo del canyon e mi perdo ancora per 10 minuti ricordando quei panorami (stamattina sono troppo poetico)