Questo è un post un po’ più lungo degli altri.
Non perchè il matrimonio in questione sia più importante degli altri, ma semplicemente perchè un po’ diverso nella logistica visto che si è svolto a 736km da casa mia.
Succede che Giuliana è la cugina di Ornella. Ornella si sposa nel 2009. Giuliana vede le foto del matrimonio e decide di chiamarmi per riprendere il suo.
E così si parte il venerdì di buona mattina (ma buona parecchio) Pavia-Milano-Napoli-Caserta. Dopo circa 8 ore sono a destinazione. Il tratto più interessante è il Napoli-Caserta. Sul regionale in 30′ praticamente conosco tutta la carrozza. Quando arrivo in stazione ad attendermi ci sono lo sposo e la sua futura cognata. Mi salutano e vengono travolti da una signora che mi dice buon lavoro e complimenti per le foto, sulla fiducia visto che non ne ha vista una. Forse dovrei vendere aspirapolvere se davvero trasmetto tutta sta fiducia.
Mi portano in albergo ma con una sosta per un caffè in pasticceria. Le differenze tra una regione e l’altra si vedono spesso nelle piccole cose e abitudini: il caffè arriva di default con un bicchiere d’acqua.
Inevitabilmente, per quanto uno abbia lavorato a Napoli per un po’, abbia girato il mondo e l’Italia, quando ci si sposta dalla propria casina, alcuni stereotipi vanno affrontati.
Primo su tutti, il timore per l’attrezzatura. I ragazzi mi hanno preso in giro tutto il tempo perchè non lasciavo la borsa in macchina e viaggiavo come uno sherpa: “Ecco che esce il milanese che non si fida dei meridionali!”
Ragazzi:
1. Chiedete a mia moglie, non lascio mai MAI l’attrezzatura incustodita. Neanche in casa e nemmeno in studio. Piuttosto la porto con me o la smollo da amici e parenti.
2. NON SONO di Milano ma di Pavia. Anzi sono nato in PROVINCIA di Milano e abito in PROVINCIA di Pavia.
3. Se lasci un notebook o qualcosa di valore nel bagagliaio a Valle Salimbene come ad Arsago Seprio te lo aprono tempo zero, pure se scendi per andare a prendere il pane. Ma come diavolo fanno? Chi è che sa come fanno? Vanno precisi, lo sanno di sicuro, è capitato a troppi. Divago.
Vabbè a parte le cose inutili, facciamo qualche sopralluogo a casa della sposa e in chiesa, il tutto guidato dalla efficientissima Almerinda, sorella della sposa che praticamente mi adotta per tre giorni.
Tempo di fare una doccia e dormire 13 minuti ed è ora di cena.
Altro default pare sto antipasto di fritto, supplì, olive, verdure, friarielli, paste cresciute e una pezzonia intera che ha il fabbisogno calorico medio di una famiglia di 4 persone. Un’altra cosa che mi stupisce è che prendono tutti una margherita. Mi sento ad ogni minuto sempre più provinciale fuori dalla mia zona di comfort e rinuncio alla mia prosciutto e zola. “Margherita anche per me!” con un tono che lascia sottintedere un “Naturalmente…”
Finità la uizza, Giorgio il futuro sposo ha organizzato una sorpresa per Giuliana: una bella serenata.
Ora, Giuliana non è che abiti proprio nella casa nella prateria. Anzi, il cortile di casa si presta bene ad incanalare l’acqua proveniente dalle varie finestre sul povero sposo.
Tutto però fila liscio e si conclude con delle vassosiate di cornetti assortiti. Di seguito un documento:
Tempo di dormire 3 ore e via.
Mi smollano la macchina dello sposo e qui salta fuori un altro luogo comune: quello della guida. In realtà devo dire che una volta acquisite alcune basilari norme di utilizzo del clacson, destreggiarsi nel traffico casertano non è nulla di che. Niente per uno che ha già guidato a Roma o peggio Milano. E soprattutto lontano dalle scene da far west vissute in prima persona che si vedono a Napoli tipo due taxisti che si fronteggiano su un marciapiede.
Giorgio e Giuliana riescono a non vedersi pur preparandosi sullo stesso pianerottolo.
Si sposano nella bella chiesa in cui Giuliana sognava di sposarsi fin da piccola con un uomo in divisa.
Giorgio è sottufficiale degli Alpini e all’uscita di chiesa attende gli sposi un picchetto d’onore dei colleghi dello sposo: è proprio il caso di parlare di un sogno che si avvera!
Il sogno è tanto più bello in quanto si tratta in realtà di un battesimonio: si battezza la piccola Chiara durante la cerimonia!
A cerimonie ultimate ci si sposta poi in una tenuta vinicola nel beneventano per festeggiare l’evento.
Qui finalmente e fortunatamente un luogo comune si conferma: si mangia e si mangia bene!
Io per evitare di arrivare a fine stagione con 10kg di più e perchè comunque mi piace continuare a scattare, mangio sempre nulla ai matrimoni. Qui faccio fatica a rifiutare il cibo, sia per profumo e aspetto che per il calore con cui mi viene offerto da ogni dove.
Una bella giornata quindi accompagnata da balli, canti e tante belle emozioni.
Che per chiudere in bellezza viene sigillata con qualche cornetto al cioccolato rientrando a Caserta!
Mi viene vietato di prendere un taxi per andare in stazione e i ragazzi si propongono di accompagnarmi loro. Precisi come un fuso si ripresentano la mattina dopo solo 4h in albergo per prelevarmi. Mi accompagnano in stazione quindi e aspettano con me. Quando Angelino autolinee tarda e rischio di perdere il frecciarossa per Milano, mi caricano in auto e mi portano fino a Napoli.
Salgo in carrozza pronto a collassare ma mi si siede a fianco il bassista che suona nel gruppo che accompagna Massimo Lopez. Abita vicino a me. Ha suonato con questo e quello con cui ho suonato anch’io! Tiriamo fuori i rispettivi iPod ci scambiamo le cuffie.
Per dormire c’è tempo.
Finalmente arrivo a casa pronto ad entrare in stato di morte apparente.
Apro la porta e sento: “Papà ti ho fatto la torta! Giochiamo con le macchinine?”
No, non c’è tempo di dormire e direi che va decisamente bene così.
E finalmente qualche foto dopo tante chiacchiere inutili:
nel caso ti dovessi occupare di una copertina così, chiamami che ti reggo l’ombrello parasole….
Anche io sono disponibile per questo tipo di copertine!!!!
Io mi offrirei come spalmista professionista….