CiCCiO.iT » Cambiare lavoro, vita, Lasciare l'azienda, fare il fotografo.

Cronaca di un tranquillo venerdì da paura

Uscire la mattina presto vestito come un pinguino e farsi irrigare dall’impianto.

Scordarsi  il cambio d’abito che non hai MAI dico MAI dimenticato in tutta la tua vita.

Perdere la giacca da qualche parte.

Essere in anticipo, parcheggiare nell’area residenti, essere taglieggiato di due euro da un gruppo di personaggi di dubbia provenienza: “così sei sicuro che non succede niente”.

Dimenticare il portafogli in macchina, tornare dopo un minuto e trovare il vigile che scrive. Supplicarlo di non scrivere, convincerlo, spostare la macchina nel parcheggio a pagamento, quello col Cayenne occupa gli unici DUE posti liberi. Parcheggiare abusivo nel parcheggio a pagamento e prendere la multa.

Girare tutta Paolo Sarpi scorrendo distese sterminate di negozi cinesi d’abbigliamento in cerca di qualcuno che non ti risponda: “Vendele solo inglosso” (sul serio, io la storia della “L” la vedevo come una folkloristica leggenda urbana)

Trovare il negozio che vende al dettaglio

Scartare le giacche coi teschi, le righe azzurre e bianche alla marinaretto, le catene e le borchie.

Scartare le Medium

Le L

Le XL

Optare per un maglione XXL che almeno si slarga un po’, con inserti in ecopelle, scai o fintapelle anni 70 sul colletto

Accorgersi che una manica è completamente strappata dopo averlo pagato 40€

Farsi cagare sul suddetto maglione da un piccione

Togliersi il maglione e farsi cagare sulla camicia.

Entrare da Benetton in Duomo per comprare due camicie che, tanto, ti servono.

Farsi dire dal commesso: “La L perchè la M ti segna in pancia”

Andare in cassa, pagare, girarsi e vedere una fila di feeghe inaudite dietro di te in coda che ridono sotto i baffi ma non perchè sei simpatico: Perchè hai una pizza di sterco di piccione sulla camicia.

Questionare col guardiano del faro che con la giacca da ascensorista e il distintivo da finto sceriffo che non ti fa salire sul Duomo a fare “Foto particolari” e “Foto da album”.

Lanciare maglione e camicia in corsa dall’auto in autostrada.

Beccarsi l’incidente poco dopo e arrivare tardi in villa.

Potrebbe andare peggio: potrebbe piovere.

Si dibbestia.

Durante il taglio della torta.

All’aperto.

Vabbè partecipare a un matrimonio meraviglioso.

Fine, vincono gli aspetti positivi.

Anche Omar Pedrini che suona la marcia nuziale live, ampli e chitarra non è male!

Ah, rientrare tardissimo dopo danze scatenate.

Beccarsi l’irrigazione.

  • terry - October 8, 2013 - 1:38 pm

    Grande Max! ho riso come una pazza leggendo il tuo post di una serie di disavventure che, in parte, ho vissuto in diretta! ahahahahah! cmq matrimonio magnifico ma…..le foto?!?!ReplyCancel